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Poletti pt.2: coinvolto anche suo figlio

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Fondi al giornale e raccomandazioni, queste le motivazioni per cui Manuel farebbe parte dei 60 Milioni di “pistola” rimasti qui

Ieri abbiamo parlato della bufera che si è abbattuta sul Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. Oggi, dopo il post pubblicato sul blog del M5S e sulle varie risposte inviate o pubblicate su Facebook dai vari ragazzi, si alza un nuovo polverone con protagonista il figlio del Ministro.

Ma andiamo con ordine. Intanto, è stato pubblicato sul blog di Beppe Grillo (o meglio, ripostato dall’Huffington Post) un articolo che parla di come il figlio di Poletti non abbia bisogno di andare all’estero, visto che i soldi per continuare la sua attività gli arrivano attraverso fondi erogati dal governo. Niente di illegale, per carità, semplicemente è uno dei beneficiari delle agevolazioni per l’editoria. Raccomandato? Forse, ma non sarebbe una novità.

Prontamente arriva la risposta di Manuel Poletti, 42 anni, direttore di un giornale romagnolo gestito da una cooperativa. Secondo l’intervista pubblicata da La Stampa, i fondi al giornale sarebbero arrivati nel 2013, quando il padre non era ancora ministro (Vero!). E soprattutto Manuel difende suo padre, dipingendolo protagonista di uno spiacevole fraintendimento.

Fatto sta che il Ministro si sta trovando in una grave situazione, con il Movimento che richiede la mozione di sfiducia e i Dem che minacciano di appoggiarla se i Voucher per il lavoro non venissero aboliti. #MaleMale, #FacceCaso!

Di Benedetta Erasmo

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