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Bonus di 500€? Me lo rivendo e ci faccio la cresta

Quando l’ignoranza paga più della cultura. L’Italia oggi. Del bonus Renzi ne abbiamo già sentito tutti parlare. 500 € a tutti i 18enni che compiono la

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Quando l’ignoranza paga più della cultura. L’Italia oggi.

Del bonus Renzi ne abbiamo già sentito tutti parlare. 500 € a tutti i 18enni che compiono la maggiore età nel 2016, spendibili in libri, musei, concerti etc.: insomma, è possibile usarli per aggiungere qualcosa al proprio bagaglio culturale senza dover sborsare un centesimo dei propri soldi o di quelli dei genitori. Per quanto il sito funzioni non sempre al 100%, per quanto non tutti i commercianti abbiano aderito a questa offerta, lo reputo in generale un ottimo investimento sul futuro dei giovani, sempre pronti a lamentarsi del fatto che non ci sono i mezzi per sviluppare a pieno le loro esigenze di crescita come  “cittadini di domani”. Giovani che trovano ora nel bonus lo strumento adatto per provare ad alimentare la speranza per un migliore avvenire.

Ma in questo paese, si sa, c’è sempre il fenomeno di turno pronto a cogliere la palla al balzo, a sfruttare ogni buona iniziativa per guardare solo al proprio tornaconto. Organizzazioni mafiose? Politici corrotti? No, semplici ragazzi che hanno diritto ai soldi gratuiti e che preferiscono avere contanti per comprarsi chissà cosa – perché a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si prende, diceva qualcuno un tempo – e che sfruttano le falle del sistema per imbrogliare lo Stato. Tutto questo succede a Bari dove, attraverso un gruppo Facebook, è stato messo su un vero e proprio “mercatino rionale” di libri usati. Niente di male a primo avviso, ma il fatto è che i libri che vengono acquistati sono presi precedentemente dai siti aderenti all’iniziativa governativa e rivenduti a metà prezzo (tramite ricariche postepay) su internet, così che chi vuole risparmiare sui libri può farlo e chi vuole lucrarci sopra ne ha tutte le possibilità.

Analizzando la questione, emerge una prima, amara, constatazione: in Italia i giovani preferiscono fare soldi facili, sacrificando spesso la loro cultura e, quindi, un loro futuro onesto all’interno della società, piuttosto che passare il loro tempo libero a leggere un libro o visitare un museo. Una procedura che ricorda molto le impalcature mentali della “truffa all’italiana”, cancro del nostro paese (uno dei tanti).

Dove devono ricercarsi le colpe? Stranamente (e sfortunatamente per alcuni che trovano gusto nel farlo) non si può dare colpa allo stato o al governo: una buona iniziativa è stata fatta, le procedure da seguire per ottenere i soldi sono tutto sommato semplici e la fruizione altrettanto veloce (parola di uno che ha già dato fondo a metà bonus). Allora forse bisogna chiedersi se gli Italiani sono carenti nell’educazione dei figli, nell’indirizzarli sulla strada dell’onestà, della convivenza civile e del rispetto altrui, si parli di Sud, Centro o Nord Italia (si guardi anche al caso dello studente che gestiva il “racket” delle merendine nel suo istituto a Torino…).

Il pensiero che rimane, dunque, è uno solo: ovvero che in qualunque modo si provi ad aiutare le generazioni future, probabilmente queste non vorranno essere aiutate. Forse, per questi truffatori in erba non c’è futuro perché loro stessi hanno deciso di rimanere nell’ignoranza del passato. Un passato fatto di disonestà, mafie e corruzione, da cui vorrei sinceramente che l’Italia si staccasse, ma che a ben vedere ad alcuni piacerebbe riportare in auge.

Di Giacomo Mannucci

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