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E tu, che farai del tuo domani?

Tutte le nostre paure in un testo denso di speranza. "Felice colui che ha trovato il suo lavoro. Non chieda altra felicità". In un periodo storico in

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Tutte le nostre paure in un testo denso di speranza.

“Felice colui che ha trovato il suo lavoro. Non chieda altra felicità”.

In un periodo storico in cui sui social spopolano aforismi e citazioni per far comprendere al prossimo quale principio, norma, dottrina seguiamo nel nostro percorso, questa del filosofo scozzese Thomas Carlyle mi sembra la più azzeccata per trattare l’argomento di oggi.

Scegliere la propria strada è forse una delle questioni più complicate per noi ragazzi. Ovviamente molti avranno già una proiezione di se stessi nell’avvenire: commerciante, attore, scrittore, contadino, artigiano, cantante. Sogni e possibilità infinite. Ma anche tanti che hanno dubbi, interrogativi, paure a cui certo non potrei dare una risposta univoca o una verità assoluta.

Quanti fra i nostri conoscenti, incerti del proprio destino, intraprendono attività che non li gratificano ma anzi causa loro tanta frustrazione e spesso li fa sentire in una gabbia. A questo proposito ricordo la parabola biblica dei talenti, che ascoltai svogliatamente da bambino e che compresi qualche anno dopo. I talenti sono la metafora dei nostri pregi e utilizzarli per fare qualcosa che ci piace, facendoli fruttare, sarebbe l’ideale. In questa ricerca continua di quello che fa al caso nostro, procedere per tentativi potrebbe funzionare, ma è sempre meglio andare a colpo sicuro.

Lasciate da parte studi, statistiche, opinioni dei leader politici sulla disoccupazione giovanile. Essa è alta e questo è un dato di fatto, ma non deve essere una scusante per rimanere inermi di fronte allo scorrere del tempo o, peggio, farsi trasportare dalla corrente dell’ignavia. Pareri familiari e di amici stretti sono ben accetti, perchè ci forniscono un punto di vista diverso da quello personale. Al di là di tale considerazione sarete voi, e solo voi, a compiere la scelta che determinerà cosa farete per la maggior parte della vostra permanenza sulla Terra.

Sfruttate le ore libere della giornata in questa direzione: mettetevi più comodi possibili e sgomberate la mente, cercando di isolarvi da tutto ciò che vi circonda e iniziate a riflettere. Le domande che dovrete porvi sono le seguenti: ” Quali sono le mie passioni? Quali le mie attitudini? Per cosa sono portato? ” . Collegate dunque le risposte ad un mestiere che le comprende. Visualizzatevi nel vestire i panni e nello svolgere le mansioni del lavoro che vi sembra più vicino o congeniale alle vostre qualità. Farsi un’analisi interiore richiede sempre silenzio, pazienza, concentrazione e quindi non risulterà semplice. Se siete entusiasti delle sensazioni, provate da queste visualizzazioni, potreste aver trovato la giusta strada. In alternativa perseverate con la costanza e cercate di adoperare il pensiero come un’arma a sostegno della vostra immaginazioni.

Spero che questo piccolo consiglio serva a tutti coloro che si sentono persi quando meditano sul proprio futuro.

Di Gabriele Piazzai

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