Incontrarsi attraverso gli odi in comune: Hater, l’app antitesi di Tinder

Una versione opposta a Tinder, per cui i match tra individui avvengono in base alle cose che si detestano in comune. Appena nata, raccoglierà successo

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Una versione opposta a Tinder, per cui i match tra individui avvengono in base alle cose che si detestano in comune. Appena nata, raccoglierà successo?

“Odio la Lazio” “Anche io!” “Conosciamoci!”, ora non deve andare proprio così la conversazione/incontro tipo, ma a grandi linee l’idea di fondo di Hater è questa: far ritrovare le persone e creare nuovi amori in base a ciò che entrambi “odiano” o che voglio criticare.

Del resto quante volte vi è capitato trovarvi davanti ad un caffè con la ragazza/o appena conosciuta e trovarsi a ridere perché entrambi non sopportate le Hogan e quelli che le indossano? Sicuramente vi è successo, e cosa accadrebbe se lo stesso avvenisse attraverso un’app, per cui l’interesse verso l’utente random che vi è capitato non si ferma solo alle foto, ma perfino a ciò che fa dire: mi fa schifo, odio, non sopporto, detesto.

Hater sarà ufficialmente disponibile dall’8 febbraio, offrendo da subito una selezione di tematiche, come i vegani, la carne, i selfie, la politica, lo sport e quant’altro, tutti argomenti con cui è più facile trovare una persona vicina a noi. Se si va verso l’alto c’è l’apprezzamento, verso il basso odio ( ma guarda un po’!) 2.000 categorie d’odio, maschi e femmine alla ricerca del partner perfettamente cattivo, sarà questa la soluzione per molti single?

Di Umberto Scifoni

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