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Di Facebook Stories non sentivamo bisogno…

Di Facebook Stories non sentivamo bisogno…

Il nuovo aggiornamento di Facebook cambia di molto la funzionalità stessa del social, introducendo le foto da 24h. Più che un cambiamento si tratta di

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Il nuovo aggiornamento di Facebook cambia di molto la funzionalità stessa del social, introducendo le foto da 24h. Più che un cambiamento si tratta di una copia, l’ennesima, ed è uno strazio.

Vorrei raccontare questa novità di Menlo Park con il mio primo approccio, pessimo. Apro l’app su iPhone ( ormai è il modo principale per usare Facebook ), e subito noto che in alto apparivano dei cerchi con alcuni nomi utenti.
“Chissà dove avrò mai visto questa cosa prima!” A parte l’ironia, ecco la novità già annunciata: Facebook Stories, ossia le foto che gli utenti inseriscono nella propria timeline, modificabili e dalla durata massima di un giorno.

Tutto ciò è qualcosa di già sfruttato, prima di tutti con Snapchat e poi con Instagram che, forte della sua tematica fotografica ha preso l’idea facendola crescere sempre di più. Come il tutto funzioni e cosa faccia fare è anche inutile spiegarlo, perché se state leggendo quest’articolo almeno una “Storia” sui vostri profili di l’avete già fatta.

Il problema, la mia incazzatura anzi, arriva proprio con il padre blu di tutti i social. Raccontavo di aver aperto l’app e visto le prime storie, ma questa volta non mi sono detto “Che figo!”, dentro di me ho percepito un lamento noioso.
Perché applicare una determinata caratteristica a tutto ciò che usiamo rischia di deteriorarla in tempo record, e così avviene per questa che è stata neanche due anni fa l’idea più innovativa per il mondo social. Oggi già non ne possiamo più, inseguiti dagli utenti e dalle app, sballottati da una parte all’altra a fare le stesse identiche cose: aggiungere foto su Snapchat, Instagram, Facebook, guardare foto su Snapchat, Instagram,Facebook.

Ecco, forse si sta un tantino esagerando. L’ultima piattaforma ha un problema maggiore legato a una cosa del genere, ossia il numero degli amici che ognuno ha: se infatti le prime due ti danno la possibilità di fare una selezione più specifica di chi seguire, Facebook comporta un raggio di amicizie molto più ampio, che va dalle 500 a salire, spesso con punte di 2/3000 contatti. Voi pensate se anche solo la metà di questi mettesse proprio foto nelle Stories, quanto ognuno impazzirebbe. Ma certo non solo noi a stare dietro a tutto ciò, senza poterci magari focalizzare sulle vere persone che ci interessano, ma per i nostri poveri cellulari, che come sperimentato oggi stesso ( infiniti crash ), fanno fatica a supportare un’app così carica come Facebook. Sui Giga di internet consumati stendo un velo pietoso.

Sono molto critico, è vero, il tempo mi darà tolto, probabile, ma i social network ci hanno piegato a non poter più scegliere cosa da clienti consumare, ma subire cambiamenti passivamente, facendoceli lentamente andar bene a forza. E così Facebook Stories sarà comunque molto usato, tra due mesi sembrerà che ci fosse sempre stato, e noi rimarremo piegati con gli occhi su schermi; ma di tante cose noi il bisogno non lo abbiamo mai sentito, e questa è sicuramente una di quelle, un totale tormento.

Di Umberto Scifoni

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