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Lavagna: giovani e droga. Una riflessione tra tante

Lavagna: giovani e droga. Una riflessione tra tante

Come quello che è successo ad un giovane quindicenne dovrebbe far riflettere tutti. Perdere un figlio non è una cosa da poco. Ancora di più se decide

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Come quello che è successo ad un giovane quindicenne dovrebbe far riflettere tutti.

Perdere un figlio non è una cosa da poco. Ancora di più se decide di togliersi la vita. Quello che è successo a Lavagna dovrebbe farci rabbrividire, tanti sono stati i post e gli articoli di condanna, assoluzione o di opinione, troppi forse.

Un ragazzo si è tolto la vita dopo che la Guardia di Finanza gli ha trovato 10g di Hashish e a quanto pare le forze dell’ordine sono state chiamate dalla madre per mettere definitivamente fine a questa storia.

Il rapporto tra giovani e droga è complicato. C’è dietro il brivido di provare qualcosa di illegale, c’è dietro la sensazione di leggerezza, ci sono dietro tanti stati d’animo o semplicemente c’è dietro la voglia del niente.

A chi sta la responsabilità? Non lo so; forse a chi deve regolamentare tutto questo, o a chi deve educare i ragazzi a non esagerare a non buttare via la propria vita dietro delle sostanze che a lungo andare ti danno poco. I genitori hanno un ruolo chiave in questo caso, non devono averlo solo la scuola o la Guardia di Finanza. Ci vuole il pugno duro, della punizione forse o del supporto, si meglio il supporto. La vicinanza.

Ecco, ciò non vuol dire che se la mamma di questo ragazzo si fosse comportata in modo diverso la tragedia non sarebbe accaduta, no. Non lo sappiamo cosa sarebbe successo ma ci piace immaginarlo.

Stringere i rapporti con i propri figli è necessario e lo dico da figlia. Figlia che a 16 anni gridava contro i suoi genitori che non veniva capita, come tutti, ma che in realtà ha sempre avuto il supporto dei suoi attraverso il dialogo.

Che la terra ti sia lieve Giovanni. Ma che la terra sia meno dura anche per i genitori, sottoposti ai riflettori di questi giorni.

Di Benedetta Erasmo

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