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Calcio a 5, insegnate muore in campo

Calcio a 5, insegnate muore in campo

Angelo Marco Giordano, 32 anni, come lavoro insegnava educazione fisica e, il destino vuole, si era laureato con una tesi su Piermario Morosini, gioca

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Angelo Marco Giordano, 32 anni, come lavoro insegnava educazione fisica e, il destino vuole, si era laureato con una tesi su Piermario Morosini, giocatore morto in campo durante Pescara-Livorno.

Il mondo della scuola piange la scomparsa avvenuta a Mestre, in Veneto, di Angelo Marco Giordano, originario di Reggio Calabria, ma trapiantato da anni in nord-est. Un dramma che riguarda sia la sua carriera, professore di educazione fisica e calciatore per passione, che lo sport in generale, date le modalità di questo tragico evento. Appena cinque minuti dopo essersi seduto in panchina nel corso di una partita di calcio a 5, che si stava svolgendo nella palestra del Luzzati Gramsci, si è accasciato accusando un malore. Da lì nonostante i tentativi di aiutarlo non c’è stato nulla da fare, l’arresto cardiaco ha spento il ragazzo.

Il vero problema è stata la mancanza di un defibrillatore nell’edificio sportivo, un’assenza ingiustificata dato l’obbligo previsto dal decreto Balduzzi per tutte le società sportive professionistiche e dilettantistiche di esserne provviste; evitare altre morti in un evento sportivo, era questo l’obbiettivo del decreto, che ricordava il decesso del calciatore Piermario Morosini, che nel 2012 durante la partita Pescara-Livorno di Serie B venne colto dal fatale malore in campo.

Ironia della sorte vuole che Giordano si fosse laureato in Scienze Motorie, con una tesi riguardante l’uso del defibrillatore in campo che teneva in analisi proprio Piermario Morosini. A volte il destino sa essere davvero crudele, ma ciò non toglie la rabbia per l’assenza di uno strumento che avrebbe cambiato il corso di questa triste vicenda.

Di Umberto Scifoni

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