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Siamo smartphone addicted: eppure questo ragazzo va controcorrente…

Siamo smartphone addicted: eppure questo ragazzo va controcorrente…

La testimonianza inconsueta di Davide Olivieri, ventiduenne friulano che rifiuta lo smartphone: “Che tristezza gli amici sui social. Il telefonino sem

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La testimonianza inconsueta di Davide Olivieri, ventiduenne friulano che rifiuta lo smartphone: “Che tristezza gli amici sui social. Il telefonino sempre connesso non mi piace, mi fa sentire controllato”.

Ci riuscireste a stare qualche ora senza smartphone? Anzi addirittura a non avercelo proprio?
Rispondo per me ma probabilmente la maggior parte dei miei coetanei direbbe lo stesso: assolutamente no!
Ci chiamano “nativi digitali”, praticamente siamo nati con il computer in una mano e cellulare nell’altra; per noi è la normalità restare sempre connessi con il mondo che ci circonda, vogliamo sapere tutto quello che succede lontano ma…spesso non siamo capaci di capire cosa accada a noi stessi o a chi ci sta vicino.

A dire il vero, però, non proprio tutti siamo cosi, come Davide, ventiduenne di Gorizia, studente: apparentemente niente di diverso da qualsiasi ragazzo, se non fosse che…non ne vuole sapere del cellulare, tento meno dello smartphone.
Davide Olivieri è un ragazzo normalissimo che però ha scelto scientemente di non farsi incastrare nel vortice dell’iperconnessione, non vuole sapere tutto di tutti, né far sapere dove sta e con chi.

Davide fino a soli 6 mesi fa non possedeva alcun dispositivo per comunicare a distanza, viveva una vita normalissima fatta di cose che ormai noi abbiamo perso: si sveglia la mattina con la radiosveglia (quella dei nostri nonni tanto per capirci) per poi iniziare la sua giornata fatta di scuola, amici, ragazze e lunghe camminate, sempre in libertà però.

Ora il protagonista di questa storia ha uno smartphone, solo perché i genitori lo hanno praticamente costretto, ma continua a non piacergli il mondo della connessione sempre e ovunque, come lui stesso racconta: “Non mi piace, mi fa sentire controllato. I miei amici sono sempre lì, a guardare lo schermo per paura di perdersi qualcosa: io non voglio vivere così. Ero restio anche ad accettare il telefonino .L’ho fatto solo per tranquillizzare i miei: vado spesso a passeggiare da solo in montagna e loro vogliono essere sicuri di potermi rintracciare”.

Il ragazzo non ha ceduto alla tentazione ed usa il suo smartphone come fosse un classico cellulare, chiamando e mandando sms a differenza del fratello che invece non si stacca mai dal telefono, come lui stesso critica: “Ho un fratello che ha due anni più di me ed è iperconnesso, ha sempre lo smartphone o il tablet in mano […] Faccio notare che è maleducato e che sarebbe meglio si godessero la vita reale, anziché passare il tempo a fissare lo schermo”.
Nessun problema nei rapporti con il gentil sesso (notoriamente più connesso)?

Assolutamente, Davide non cede nemmeno davanti a ciò: “Mi sento con una che vorrebbe che avessi WhatsApp per potermi mandare delle foto, ma io resisto e ci sentiamo via sms. Poco, perché non mi piacciono gli scambi lunghi: molto meglio vedersi di persona”.

Che dire, un visionario!

Di Lorenzo Maria Lucarelli

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