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“Italexit”? I ragazzi italiani dicono NO

“Italexit”? I ragazzi italiani dicono NO

Da un sondaggio di Skuola.net, effettuato su 3.200 ragazzi italiani, risulta come la maggior parte di questi apprezzi l’Europa, pur giudicandola migli

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Da un sondaggio di Skuola.net, effettuato su 3.200 ragazzi italiani, risulta come la maggior parte di questi apprezzi l’Europa, pur giudicandola migliorabile e non perfetta.

I giovani amano l’Europa, vogliono farne parte, si sentono cittadini europei.
È questo il risultato del sondaggio lanciato da Skuola.net uscito alla vigilia dell’anniversario dei Trattati di Roma. Ai ragazzi è stato sottoposto un semplice quesito che, però, negli ultimi tempi infiamma piazze e palazzi del potere: come la pensano i ragazzi nati nell’UE? Euroscettici o no?
I 3.200 studenti italiani, tra scuola secondaria e università, che hanno risposto al quesito, vedono per la maggior parte l’Europa in maniera positiva:

  • metà degli intervistati si dichiara profondamente europeo,
  • il 25% “abbastanza favorevole”, il 14%, invece, poco convinto dal concetto di Europa unita;
  • un esiguo 10% dichiara di non aver interesse nell’Europa e di non sentirsi un cittadino europeo.

Da tutti i ragazzi presi in considerazione, però, risulta che il 77% di questi si considera più un cittadino italiano che europeo.
Molti dei ragazzi che vivono in Italia hanno origini diverse: tra questi la maggior parte non apprezza l’Ue; tra quelli che invece sostengono l’Europa risulta una preferenza per la cittadinanza europea rispetto a quella italiana.
Ma cosa apprezzano dell’Europa i ragazzi che vi sono nati?
Indubbiamente, l’elemento ricorrente nel giudizio positivo dei più giovani è la possibilità di girare tra i paesi comunitari molto facilmente, grazie al principio fondante della libertà di circolazione di merci e persone e dell’abbattimento delle frontiere.
Molto apprezzata è anche la possibilità di poter studiare per alcuni periodi, o per tutto il percorso scolastico o universitario, in un altro paese Ue, grazie a progetti di collaborazione finalizzati proprio agli scambi interculturali, quali l’Erasmus.
Tra i profili meno richiamati vi è la moneta unica e la possibilità di lavorare in un altro paese europeo, probabilmente due elementi meno considerati a causa della giovane età dei ragazzi presi in considerazione ma anche per la sfiducia nel mercato e nel modo del lavoro derivata dalla crisi economica.
Proprio riguardo all’Euro, la moneta unica adottata da quasi tutti i paesi Ue,

i sondaggi dicono che il 70% dei ragazzi è favorevole all’Euro, smentendo, almeno da parte loro, una possibilità di “Italexit”, come era già noto dai sondaggi successivi alla “Brexit”, dai quali risultava come la maggior parte dei giovani inglesi avesse votato per rimanere nell’Europa.

Una tale, forte, spinta europeista proveniente dai più giovani, è rinvenibile in ulteriori progetti portati avanti proprio da questi, come, ad esempio, l’assemblea che si è tenuta dal 9 al 12 marzo presso la sede di Strasburgo del Parlamento europeo, dove 150 ragazzi delegati si sono riuniti per redigere un progetto di Costituzione Europea, naufragato più volte nel passato.

Il progetto, promosso dal ramo francese dei Jef, i Giovani federalisti europei, verrà presentato in qualità di disegno di legge per la costituzione europea, dovuto alla necessità di adottare strumenti comuni sufficienti (manchevoli nel 2008) per affrontare le crisi.

Di Lorenzo Maria Lucarelli

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