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Da Feuerbach a Nietzsche, 10.000 ragazzi italiani hanno partecipato alle Olimpiadi di Filosofia

Da Feuerbach a Nietzsche, 10.000 ragazzi italiani hanno partecipato alle Olimpiadi di Filosofia

In 88 sono arrivati in finale dopo aver superato le fasi preliminari: sono 6 sono stati scelti, dopo la prova nazionale, per rappresentare l’Italia ne

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In 88 sono arrivati in finale dopo aver superato le fasi preliminari: sono 6 sono stati scelti, dopo la prova nazionale, per rappresentare l’Italia nella finale a Rotterdam.

Sono stati premiati ieri, presso il Ministero dell’Istruzione, i 6 vincitori dell’edizione 2017 delle Olimpiadi di Filosofia.
La venticinquesima edizione della competizione a suon di pensieri filosofici, ha visto la partecipazione di ben 10.000 ragazzi da tutta Italia: veramente un enorme successo se si pensa che l’anno scorso furono meno della metà.
Si tratta di una gara organizzata a livello mondiale, che vede i ragazzi del secondo biennio e dell’ultimo anno di liceo, sfidarsi attraverso la redazione di un saggio filosofico, potendo scegliere tra la lingua italiana o una delle lingue straniere consentite.

Argomento di quest’ anno, la tolleranza, un tema tornato in auge negli ultimi tempi.

Dopo le fasi preliminari ed eliminatorie, solo 88 ragazzi sono arrivati fino in fondo e 6 di questi sono stati selezionati, dopo la prova nazionale, per andare a confrontarsi con i colleghi stranieri a Rotterdam alle finali dell’International Philosophy Olympiad, dal 25 al 28 maggio.

Il successo della competizione segnala un particolare aumento di interesse dei più giovani per la filosofia, una materia spesso sottovalutata e studiata in maniera noiosa sui banchi di scuola. Invece, come gli stessi ragazzi sostengono, non è tanto il pensiero filosofico che conta quanto il modo di pensare, la curiosità, la spinta ad indagare oltre l’apparenza: è questo il lascito prezioso della filosofia, un bagaglio enorme di strumenti utilizzabili in qualsiasi altro ambito.
Molti dei ragazzi sono grati ai loro professori per avergli fatto scoprire la passione per la filosofia, come sono grati gli stessi insegnanti, quale la professoressa Stefania Montecchio, del liceo scientifico Cattaneo di Torino: “Le Olimpiadi sono una cosa molto bella, servono a creare un sentimento legato a una scrittura più creativa e meno al compito in classe […] sono un modo per incontrarsi tra noi docenti e scambiarsi esperienze: un arricchimento per tutti”.

Molto soddisfatta è anche la Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, promotrice, attraverso il proprio ministero, della competizione: “Lo studio della filosofia è un tratto distintivo della nostra tradizione culturale. Per questo sono particolarmente contenta per l’adesione che le Olimpiadi di Filosofia registrano nel nostro Paese e per il fatto che nel 2019 saremo noi ad ospitare, in Italia, a Roma, le Olimpiadi internazionali di questa disciplina”.
Ma che idee hanno questi ragazzi per il futuro? Perché in fondo si sa, con la filosofia non si mangiava un tempo e non lo si fa tutt’ora: la maggior parte di loro vogliono fare altro nella vita, chi il medico, chi diventare architetto, chi, infine, entrare nel mondo del turismo e della cultura, ma ognuno vuole fare ciò applicando quanto trasmesso dalla filosofia, perché, come dice Chiara del Liceo Mario Pagano di Campobasso: “La filosofia ci è necessaria, ti aiuta a vivere”. Ecco, #FacceCaso!

Di Lorenzo Maria Lucarelli

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