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A sponsorizzare l’Università di Bari ci pensa la birra

A sponsorizzare l’Università di Bari ci pensa la birra

L’ira degli studenti: “più che formazione, ci sembra deformazione”. #FacceCaso. L’Università di Bari sigla un accordo da 45mila euro con la birra Raf

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L’ira degli studenti: “più che formazione, ci sembra deformazione”. #FacceCaso.

L’Università di Bari sigla un accordo da 45mila euro con la birra Raffo, appartenente al gruppo Peroni. Il finanziamento da parte dell’azienda, sarà utilizzato per l’acquisto di computer e strumentazione didattica.

“Verranno acquisitati 18 pc per il dipartimento di Giurisprudenza e 18 per quello di Economia oltre a scanner e stampanti a disposizione dei laboratori frequentati da studenti e dottorandi” spiega il direttore del dipartimento Bruno Notarnicola. In cambio sull’etichetta delle bottiglie da 0,33 comparirà il logo dell’università con il messaggio ‘Raffo per l’Università’.

“Credo che si tratti di una bella iniziativa da parte di birra Raffo. Un interessante riconoscimento alla città di Taranto, dove l’Università rappresenta uno dei volani della crescita – commenta i professor Notarnicola Sono stati proprio loro a contattarci e a esprimere la volontà di dare linfa vitale alla città e di linfa vitale si tratta perché, in periodi di magra dal punto di vista dei finanziamenti alla didattica e alla ricerca, avere la disponibilità di 45mila euro non è poco. Soprattutto mi piace l’idea che un’importante azienda della città si sia interessata all’Università e abbia individuato proprio nell’istruzione universitaria, e non nel calcio o nel basket o in altro, l’area in cui investire”.

Alcuni studenti però non sembrano essere dello stesso avviso. “Nutriamo fortissime perplessità sulla scelta fatta, ci sembra che ormai l’Università sia troppo orientata verso politiche di immagine e marketing. Basti pensare all’atteggiamento da discount con le iscrizioni: sconti per chi si immatricola prima. Ci rendiamo conto che, a causa dei tagli fatti a livello nazionale sull’istruzione, gli atei, soprattutto al Sud, siano costretti a trovare quelle risorse che non arrivano più, ma vorremmo un confronto più ampio su scelte di questo tipo che rischiano di rendere l’Ateneo più simile a un’azienda che a un’istruzione formativa. E poi vedere il logo dell’Università su una birra rischia di svilire col ruolo sociale e formativo dell’università: più che formazione, ci sembra deformazione”. #FacceCaso.

Di Francesca Romana Veriani

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