Portare le formule matematiche alla maturità: il M5S sostiene la petizione

Portare le formule matematiche alla maturità: il M5S sostiene la petizione

Gli studenti dello scientifico chiedono, attraverso una petizione online partita da Pistoia, di poter usare un formulario. Il Miur respinge la propost

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Gli studenti dello scientifico chiedono, attraverso una petizione online partita da Pistoia, di poter usare un formulario. Il Miur respinge la proposta.

Il Movimento 5 Stelle o M5S che dir si voglia torna a parlare di scuola. Proprio quella che invoca alla meritocrazia, e lo fa portando nelle aule parlamentari una proposta abbastanza inconsueta.

Luigi Gallo, deputato M5S, è riuscito a porre al vaglio della commissione cultura della Camera una possibile innovazione per la seconda prova degli studenti dei licei scientifici.

Tenere sul banco un formulario che raccolga tutte le formule utili ai fini della soluzione dei quesiti matematici.

A dire il vero, però, la proposta viene da più lontano, da uno studente pistoiese e non direttamente dal M5S. Parliamo di Francesco Erpichini che, insieme al suo professore di matematica, Paolo Palumbo, dell’Enrico Fermi di San Marcello, ha lanciato una petizione online per chiedere al Miur l’introduzione di tale novità.

Il motivo della petizione prende le mosse dalla contestazione di evidenti diseguaglianze con la seconda prova del liceo classico, dove per tradurre la versione gli studenti hanno a disposizione il vocabolario di latino o greco. Inoltre, si sostiene che la vera prova per uno studente del liceo scientifico non sarebbe quella di sapere a memoria la “formuletta” da applicare, ma risolvere il caso attraverso un ragionamento scientifico e razionale.

“Durante questa prova è attualmente prevista per gli studenti la possibilità d’utilizzo di vocabolari, manuali tecnici e quant’altro riguardi la materia d’esame. Ciò è valido per tutti gli indirizzi scolastici tranne che per il Liceo Scientifico, i cui studenti sono inevitabilmente obbligati a fare affidamento sulla propria memoria.

[…] A nostro parere una prova di maturità dovrebbe valutare le capacità e le competenze che lo studente ha sviluppato nel corso dei suoi studi senza che la “forza bruta” della memoria filtri l’effettiva validità di tali capacità, le quali dovrebbero risiedere nell’abilità di analisi, riconoscimento e di risoluzione di determinati problemi specifici”.

Ovviamente, il Ministero della Pubblica Istruzione ha respinto le istanze dello studente pistoiese, che hanno raggiunto finora la sottoscrizione di 900 persone.

La considerazione è stata che all’esame di maturità non si valutano solo le capacità di risoluzione di un problema ma anche le conoscenze acquisiste negli anni, tra queste anche l’aver memorizzato le formule matematiche di base.

A riguardo, si è espresso anche Andrea Milani, vicepresidente del gruppo di lavoro sui NEO (Near Earth Objects) dell’Unione Astronomica Internazionale al dipartimento di matematica dell’Università di Pisa, che ai microfoni di Wired.it ha così sentenziato in poche battute: “La proposta di cui stiamo parlando è totalmente demagogica: serve solo ad attirare il voto dei giovanissimi. L’interrogazione di matematica non è solo ‘Dimmi quella formula’, ma è soprattutto ‘Dimmi il ragionamento su quella formula’”.

Insomma, per ora gli studenti del liceo scientifico devono rassegnarsi ad imparare a memoria le formule ma rimane ancora una flebile speranza: l’interrogazione parlamentare.

Di Lorenzo Maria Lucarelli

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