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Le statistiche sono le peggiori nemiche dell’Italia e dei suoi ragazzi

Le statistiche sono le peggiori nemiche dell’Italia e dei suoi ragazzi

Giovani in difficoltà, futuro lontano e NEET in crescita, cosa emerge dalle ultime statistiche. Una situazione che necessita di miglioramenti istantan

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Giovani in difficoltà, futuro lontano e NEET in crescita, cosa emerge dalle ultime statistiche. Una situazione che necessita di miglioramenti istantanei.

L’Italia nelle statistiche non se la cava bene.

Non è una novità, direte voi, ma i dati sono preoccupanti più del solito.

Per esempio i ragazzi che hanno preso una laurea prima della crisi ed erano in corso sono circa il 26%, dopo di noi in Europa c’è solo la Romania.

Cosa significa? Semplicemente che anche in tempi favorevoli per il lavoro che richiede una laurea nessuno decideva di studiare.

Allo stesso modo è preoccupante il dato dei NEET, i ragazzi che non studiano né cercano lavoro. In Europa abbiamo la più alta percentuale, circa il 20% e se già tutto questo ci spaventa, pensate fra qualche anno quali ripercussioni si avranno sulle statistiche.

Guardiamo il lato positivo, circa il 55% di chi ha conseguito una laurea è occupato. Positivo sì, peccato che siamo quasi i peggiori e siamo seguiti a ruota da Grecia e Spagna.

E il dato è realistico, il problema fondamentale è che se si analizza nello specifico chi trova maggiore lavoro sono i medici, gli ingegneri e chi è laureato in ambito economico statistico (circa 90%) mentre i picchi più bassi toccano a chi è laureato in ambito letterario o geologico.

Male male, le speranze non sono delle migliori.

Di Benedetta Erasmo

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