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Bologna e l’educazione: città divisa tra proteste ed idee creative

Bologna e l’educazione: città divisa tra proteste ed idee creative

Mentre qualcuno protesta contro le riforme, qualcun altro pensa in modo creativo ad iniziative per coinvolgere i giovani. Bologna, città da sempre mo

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Mentre qualcuno protesta contro le riforme, qualcun altro pensa in modo creativo ad iniziative per coinvolgere i giovani.

Bologna, città da sempre molto attiva dal punto di vista politico e sociale. I bolognesi, cittadini sempre pronti a scendere in piazza per ottenere i propri diritti.

Particolarmente caldo, a Bologna, è il tema della scuola e dell’università. Possiamo ricordare la recente protesta degli studenti universitari contro i tornelli inseriti nella biblioteca. O ancora, il referendum del 26 Maggio 2013 contro i finanziamenti pubblici alle scuole paritarie.

Più recentemente, in data 12 Maggio presso il Teatro Testoni era prevista la presentazione della “Riforma 0-6” della scuola alla quale erano presenti anche Matteo Renzi, la ministra dell’istruzione Valeria Fedeli e la senatrice Francesca Puglisi. I bolognesi, ovviamente, non si sono fatti scappare l’occasione per protestare davanti al teatro con vari striscioni.

Oltre alle proteste, però, in ambito di scuola i cittadini bolognesi sono anche molto creativi!

Proprio lì, infatti, un nuovo progetto sta prendendo piede sulla scia di “Artademia” di Milano. Artademia è la prima “non-scuola”, un luogo per tutti i giovani che decidono di non voler più studiare. Artademia offre loro un’alternativa alla scuola superiore che non ha lo scopo di attribuire un titolo di studio ai ragazzi ma vuole aiutarli a coltivare passioni con un metodo diverso rispetto a quello delle lezioni frontali.

Il 5 Maggio a Bologna è stato presentata un’iniziativa che ha lo stesso scopo e la stessa idea di non-scuola. Si tratta di un progetto educativo che sta cercando di nascere e per ora gli ideatori si stanno ancora interrogando su come finanziarlo, che nome dargli e dove trovare un luogo per la sua sede.

Bologna è spaccata a metà. Tocca a noi studenti capire da che parte stare.

Di Chiara Zane

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