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Leva obbligatoria? Il ministro Pinotti ci fa un pensierino

Leva obbligatoria? Il ministro Pinotti ci fa un pensierino

Intervenuta ad un raduno di Alpini a Treviso, l’Onorevole Roberta Pinotti invita a valutare un ampliamento del servizio civile, rendendolo inoltre obb

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Intervenuta ad un raduno di Alpini a Treviso, l’Onorevole Roberta Pinotti invita a valutare un ampliamento del servizio civile, rendendolo inoltre obbligatorio.

Un ritorno al passato. La leva militare obbligatoria è stata soppressa in Italia più di dieci anni fa, nel 2005, dopo che migliaia e migliaia di ragazzi, nei decenni precedenti (a partire dal lontano 1861), nel bene e nel male erano stati formati anche grazie a quella dura esperienza. Ogni ragazzo maschio, compiuti i 18 anni, doveva obbligatoriamente prestare servizio militare per un periodo variabile (circa un anno); in alternativa, se risultato idoneo alla visita medica, vi era il servizio civile, di durata maggiore.

Tutto questo potrebbe presto tornare.

È quanto prospettato ieri dal Ministro della Difesa Roberta Pinotti che, intervenuta ad un raduno dei volontari Alpini a Treviso, ha auspicato ad una reintroduzione di qualcosa di simile all’ex leva obbligatoria. In particolare, il ministro ha sollevato l’esigenza di un “servizio civile nazionale”, che possa dare una prima occupazione e formazione ai più giovani, avvicinarli alle forze armate ormai di stampo prettamente professionale e, magari, andare ad incrementarne, aiutandole, il numero impiegato nelle missioni.

Non quindi un vero e proprio servizio militare perché, come il ministro Pinotti sa benissimo, nessun militare di leva sarebbe ormai in grado di prestare servizio al fianco di coloro che questo lavoro lo fanno per professione, pronti a destreggiarsi in difficili missioni caratterizzate sempre più da un altro tasso di tecnologia bellica.

“Da un lato, per le missioni internazionali – ha osservato il ministro – abbiamo bisogno di militari professionalmente preparati e qui la leva obbligatoria non sarebbe lo strumento più idoneo. Ma l’idea di riproporre a tutti i giovani e alle giovani di questo paese un momento unificante, non più solo nelle forze armate ma con un servizio civile che divenga allargato a tutti ed in cui i giovani possono scegliere dove meglio esercitarlo è un filone di ragionamento che dobbiamo cominciare ad avere”.

La proposta, quasi una minaccia, è stata ben accolta dal generale Claudio Graziano, capo dello stato maggiore della Difesa, partecipante alla manifestazione: “Potrà essere molto utile» sia come “momento di formazione a servizi come la Protezione Civile”, sia come “possibilità in futuro di allargare alle forze armate in caso di bisogno”.

Non sappiamo se la proposta vedrà mai la luce. Certo, la corsa al rafforzamento degli eserciti attraverso la leva obbligatoria, già reintrodotta in diversi altri paesi occidentali, desta più di qualche perplessità, se non preoccupazione soprattutto in un clima così teso come quello attuale.

Potrebbe però trattarsi anche solo di una mossa politica per raccogliere i consensi e i voti di quelle forze armate che negli anni sono state decimante dai vari governi che, se da una parte le hanno portate ad un livello di eccellenza nel mondo, dall’altra ne hanno fortemente ridotto i finanziamenti.

Di Lorenzo Maria Lucarelli

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