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Cattedre explosion: in Sicilia arrivano più di 3.000 posti dall’anno prossimo

Cattedre explosion: in Sicilia arrivano più di 3.000 posti dall’anno prossimo

È quanto ha deliberato ieri il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, dando adito alle speranze di migliaia di insegnanti che vog

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È quanto ha deliberato ieri il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, dando adito alle speranze di migliaia di insegnanti che vogliono iniziare a lavorare o essere trasferiti. Non è detto, però, che la situazione della scuola siciliana migliori.

Buone notizie per le scuole siciliane:

l’anno prossimo saranno disponibili 1.800 nuove cattedre per gli insegnanti, che si andranno ad aggiungere a quelle che tra poco si libereranno a seguito dei pensionamenti, circa 1.757. Insomma, dal 2017/2018 ci saranno più di 3.000 posti liberi per accogliere in Sicilia nuovi insegnanti, quelli in stato di attesa nelle graduatorie e quelli che arriveranno per i trasferimenti.

Lo ha deciso ieri il Miur, anche per dare una risposta forte della presenza delle istituzioni in un territorio come la Sicilia spesso dimenticato.
Le oltre 3.000 cattedre che si libereranno verranno ripartite in base alla divisione prevista dai contratti collettivi nazionali, tra nuove assunzioni (60%), trasferimenti (30), passaggi di cattedra o di ruolo (10%).

Quel che preoccupa maggiormente, però, e che non è detto venga risolto con questa misura, è lo stato, insufficiente, dei servizi scolastici previsti per i disabili. È infatti sempre di ieri la denuncia del Sindacato SLAI Cobas Palermo che fa presente la “gravissima situazione riguardante la negazione del diritto allo studio e dei servizi di assistenza per tanti studenti con disabilità nelle scuole superiori di Palermo e Provincia, in particolare rispetto all’assistenza igienico-personale e al servizio di trasporto, emergenza estesa di fatto a tutta la Sicilia”.

Moltissimi studenti con diverse disabilità, per questo, sono costretti a rimanere a casa, vedendosi negato un diritto fondamentale come lo studio, spesso unica fonte di riscatto. Mancano, infatti, i servizi di trasporto e di assistenza igienico-personale, necessari per consentire a questi ragazzi di frequentare la scuola. Molto spesso, però, mancano anche gli insegnanti di sostegno, professori specializzati nel lavorare al fianco degli studenti con disabilità.

Oltre che a sbloccare nuove cattedre, il governo non potrebbe farsi carico anche, e prima, di queste situazioni che rischiano di minare irreparabilmente il futuro di moltissimi ragazzi?

Di Lorenzo Maria Lucarelli

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