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Numero Chiuso: polemica alla facoltà di Lettere di Milano

Numero Chiuso: polemica alla facoltà di Lettere di Milano

All'Università di Milano è stato istituito il numero chiuso per la facoltà di Lettere e Filosofia. La novità prenderà il via dal prossimo settembre.

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All’Università di Milano è stato istituito il numero chiuso per la facoltà di Lettere e Filosofia. La novità prenderà il via dal prossimo settembre.

Non era mai accaduto fino ad ora, ma a Milano è stato istituito il numero chiuso a Lettere e Filosofia. La motivazione che ha spinto l’ateneo a prendere questa storica decisione, è stato il fatto che ci sia carenza di fondi.

Infatti per legge ad ogni numero di studenti deve corrispondere un numero di docenti. Il problema è emerso nel momento in cui l’ateneo lombardo non riusciva più a sostenere le spese derivate dal numero degli insegnati, ed ha così diminuito il numero degli studenti. Il rettore Gianluca Vago ha proposto questa modifica che è stata votata con positività dalla maggioranza del consiglio. Il rischio sarebbe stato quello di non poter dare avvio a tutti i corsi della facoltà.

Alcuni ragazzi di lettere hanno protestato lo scorso 16 maggio chiedendo che il provvedimento venisse revocato. Ritenevano infatti che potessero esserci delle soluzioni migliori per i ragazzi come ad esempio spostare alcuni docenti da un dipartimento ad un altro, sempre inerente ovviamente al proprio insegnamento, creando degli incastri a puzzle tali da permettere che le materie umanistiche potessero restare a numero aperto.

Andrea Torti, coordinatore nazionale di Link, parla però di effetto domino ed ha portato come esempio il fatto che quando si è resa a numero chiuso la facoltà di Scienze Politiche, coloro che aspiravano ad entrarci hanno ripiegato sulle materie umanistiche. Lo stesso potrebbe accadere ai ragazzi che, scartati dalle materie umanistiche, cercheranno il proprio futuro in qualche altro ambito.

La questione del numero chiuso è motivo di polemiche da anni. È chiaro che fare una preselezione non permettendo ai ragazzi di approcciarsi neanche minimamente alle materie è una mancanza rispetto a quello che è il diritto allo studio. Il concedere però a tutti indistintamente di accedere ad una facoltà, quando poi alcuni si trovano ad abbandonare il percorso, è qualcosa che forse dovrebbe essere gestito in altro modo. Di certo la mancanza di fondi in questo paese non aiuta minimamente a trovare delle soluzioni

Che possano andar bene per ognuno, soprattutto per i ragazzi.

#FacceCaso

Di Sara Fiori

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