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Il nuovo sviluppo sostenibile passa dalla generazione under 30: 18, i ragazzi vincitori!

Il nuovo sviluppo sostenibile passa dalla generazione under 30: 18, i ragazzi vincitori!

Grandi adesioni per il concorso che premia i migliori progetti nel campo della sostenibilità. L’Agenda 2030 è un programma prodotto dai governi dei 1

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Grandi adesioni per il concorso che premia i migliori progetti nel campo della sostenibilità.

L’Agenda 2030 è un programma prodotto dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU, il quale ha a cuore lo Sviluppo Sostenibile per le persone e per il pianeta. È stato approvato nel settembre 2015.

All’interno di questa proposta ci sono 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile ,”Sustainable Development Goals”, (abbreviato in SDGs), che hanno lo scopo di dirigere il mondo sulla strada giusta nell’arco dei prossimi 13 anni. Le Nazioni Unite, infatti, si sono impegnate a far sì che questi “goals” vengano raggiunti entro il 2030.

Tali obiettivi, inoltre sono definiti comuni, perché riguardano tutti i Paesi e tutti gli individui membri.

In Italia lo “Youth in Action for Sustainable Development Goals” è un concorso lanciato dalle più importanti istituzioni e fondazioni del settore come:

  • Fondazione Italiana Accenture
  • Fondazione Eni Enrico Mattei
  • Fondazione Giangiacomo Feltrinelli

Il concorso ha il desiderio di raccogliere e premiare i migliori progetti fatti da studenti e giovani sotto i 30 anni, tali da sostenere il raggiungimento degli SDGs in Italia sensibilizzando i temi dell’Agenda 2030.

I progetti devono contenere importanti soluzioni innovative, con un imponente impatto sociale e caratterizzate da una forte componente tecnologica.

Su 180 idee presentate, sono solo 18 i progetti trionfanti, i quali avranno la possibilità di migliorare le proprie competenze sulla sostenibilità all’interno delle industrie leader del settore.

La grande adesione a questo tipo di iniziative indirizzate verso la conservazione del nostro pianeta, denota quanto sia importante far capire alle nuove generazioni, che la Terra vada trattata con i guanti e non sfruttato fino all’esaurimento di tutte le risorse.

Il problema secondo me è che solo una piccola parte dell’umanità e soprattutto delle grandi industrie/ Nazioni (citando per esempio gli Stati Uniti e la loro volontà di non ratificare il trattato sul clima di Parigi), si preoccupa realmente di ciò che sta accadendo al pianeta terra in questo momento storico, con continui disastri ambientali che sono frutto dei cambiamenti climatici.

Concludendo, mi auguro che tutti si rendano conto delle gravi condizioni in cui versa il nostro pianeta, perciò è vitale sensibilizzare il singolo cittadino e invitarlo a compiere piccoli gesti per evitare il peggio.

#FacceCaso

Di Gianmarco Saulli

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