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L’Università di Torino ha ideato l’incubatore per svecchiare l’insegnamento dei prof

L’Università di Torino ha ideato l’incubatore per svecchiare l’insegnamento dei prof

Uni Torino inventa Ieri. I corsi di aggiornamento partiranno da ottobre e coinvolgeranno, in via del tutto sperimentale, 50 docenti. #FacceCaso. All’

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Uni Torino inventa Ieri. I corsi di aggiornamento partiranno da ottobre e coinvolgeranno, in via del tutto sperimentale, 50 docenti. #FacceCaso.

All’Università di Torino, per un docente su due non c’è valore aggiunto se la sua materia viene insegnata in inglese. Oltre il 70% dei professori ha modificato la propria didattica in base alle valutazioni del corso fatte dagli studenti. Dall’altra “è invece predominante la centratura sul contenuto teorico delle lezioni. Preoccupazione che forse induce a sottovalutare l’importanza di costruire un ambiente di apprendimento più partecipativo, laboratoriste, che può andare oltre i confini dell’aula anche con le nuove tecnologie, usate dal 22% del campione”. Emerge dall’indagine realizzata dall’Asdu, associazione per la promozione e lo sviluppo della didattica in Università.

Per ovviare a questo problema, l’Università ha ideato Iridi: un incubatole nato per insegnare ai prof ad innovare la propria didattica universitaria. I corsi di aggiornamento partiranno da ottobre e coinvolgeranno, in via del tutto sperimentale, 50 docenti.

In merito alla lingua straniera, il discorso rischia di diventare più complicato. Sul questionario si chiede se l’inglese “è un valore aggiunto per trasmettere i contenuti” e non se lo è per la materia o per gli studenti.

“In ogni caso, ci sono certe materie che è un bene che non siano in inglese, come quelle di base. A Filosofia, ad esempio, abbiamo un corso in inglese, ma è specialistico”. Dice la vicedirettrice Lorenza Operti.

Qualche resistenza all’inglese tra i docenti resta. “Specie dai prof in età avanzata, che invece di fare lezioni in un inglese stentato, preferiscono farle in Italia. È un problema anche generazionale”. “In un mondo che cambia, anche i docenti universitari sono chiamati a cambiare”. Dice il rettore Gianmaria Ajani.

#FacceCaso.

Di Francesca Romana Veriani

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