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Università, Sant’Anna fra le migliori  “giovani”

Università, Sant’Anna fra le migliori “giovani”

Ulteriore, nuova affermazione per l'istituto pisano fondato da meno di mezzo secolo. La gloriosa Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa ottiene un risult

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Ulteriore, nuova affermazione per l’istituto pisano fondato da meno di mezzo secolo.

La gloriosa Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ottiene un risultato prestigioso: è l’unica, tra le università italiane, a entrare nella speciale classifica dei migliori ” giovani” atenei.

È 11ma al livello mondiale, quarta in Europa.

La classifica è stata stilata “filtrando” i risultati del “QS World University Rankings 2018”, diffuso nei primi giorni di giugno 2017, sulla base dell’anno di fondazione dell’ateneo. I parametri tenuti in considerazione sono legati alla qualità della ricerca e della didattica, al numero di pubblicazioni, al numero di brevetti registrati e di imprese spin off create.

-Un po’ di storia-

Un modo migliore per festeggiare i 30 anni dalla fondazione della Sant’Anna non poteva esserci.
Le origini risalgono addirittura alla fine del Settecento, quando il granduca Leopoldo di Lorena istituì nel 1785 il “Conservatorio di Sant’Anna ” al fine di curare ” l’educazione delle giovani di civile condizione”.
La scuola prende il nome dalla sua prima sede storica, l’ex convento di Sant’ Anna, monastero benedettino femminile trecentesco. Nel 1987 fu istituito sul modello della vicina Scuola Normale, come ente universitario dotato di autonomia amministrativa e disciplinare.

Un traguardo eccellente, nonostante i tagli dolorosi alla ricerca che non hanno risparmiato l’istituto. La capacità e lo spirito di adattamento, hanno consentito ai ricercatori e professori di attrarre finanziamenti dall’Ue e risorse private.

“I dati lo confermano, ha sottolineato il rettore, in media ogni anno riusciamo a ottenere contributi europei per una ventina di milioni, nonostante un concorrenza agguerrita”.

-Restano solo i migliori-

Sia la Scuola Normale che il Sant’Anna sono storicamente nate come scuole d’eccellenza, che permettono agli studenti meritevoli, di portare avanti il loro percorso universitario senza spese. Oggi entrambe hanno le stesse regole:

  • per mantenere il posto bisogna mantenere la media del 27,
  • non scendere mai sotto il 24
  • superare gli esami specifici della Scuola, oltre a quelli di lingue, tutto l’anno.

I concorsi d’ammissione, a cui si può partecipare solo dopo aver superato una prova selettiva , riguardano cinque materie principali:

  1. Scienze economiche e manageriali,
  2. Scienze giuridiche,
  3. Scienze agrarie
  4. biotecnologie,
  5. ingegneria.

Studenti di ogni parte d’Italia e ogni condizione sociale che si danno battaglia per 50 posti, in nome di una parola di cui in Italia ormai sia abusa sempre di più : il merito.

#FacceCaso

Di Luca Pennacchia

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