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Metodi di assunzione nelle università italiane: c’è davvero meritocrazia?

Metodi di assunzione nelle università italiane: c’è davvero meritocrazia?

Il fallimento del metodo di assunzione dei docenti nelle università italiane è una piaga che si riflette anche su noi studenti. Il nepotismo è uno de

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Il fallimento del metodo di assunzione dei docenti nelle università italiane è una piaga che si riflette anche su noi studenti.

Il nepotismo è uno dei problemi che da sempre riguarda le università, in particolar modo quelle italiane. Figuriamoci il capitolo dedicato all’ assunzione di un docente. Fino a pochi anni fa si trattava di un fenomeno talmente tanto presente da richiedere l’intervento dello stato per essere bloccato.

Nel 2010 all’interno della famosa “Legge Gelmini”, l’allora Ministra dell’istruzione fece aggiungere una norma dedicata proprio a questo fenomeno. Infatti dall’entrata in vigore della legge fu proibito assumere parenti fino al quarto grado all’interno dello stesso dipartimento.

Degli studi hanno accertato come dal 2010 effettivamente sia calato il numero delle parentele all’interno degli atenei anche se non è del tutto scomparso. Il numero potrebbe essere calato anche per altri motivi, come la diminuzione di assunzioni in generale ed il fatto che molti professori potrebbero essere andati in pensione.

In realtà il problema è più profondo di questo, ed una legge che impedisca di assumere parenti riesce ad arginarlo solo in parte. Infatti, se un professore è in grado di garantire un’ assunzione per un figlio o un parente ciò significa che lo stesso professore sarebbe in grado di far assumere chiunque, anche un caro amico per esempio.

Il problema vero risiede quindi nel metodo di reclutamento dei professori, e finché questo non cambierà la meritocrazia non sarà mai assicurata.

#FacceCaso

Di Chiara Zane

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