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Violenza sulle donne, chi tutela le studentesse?

Violenza sulle donne, chi tutela le studentesse?

Dalle polizze alle università, ecco chi ci protegge dal crimine del momento. In un Paese in cui la violenza appare sempre di più un crimine giornalie

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Dalle polizze alle università, ecco chi ci protegge dal crimine del momento.

In un Paese in cui la violenza appare sempre di più un crimine giornaliero e nel quale le donne ormai non possono sentirsi al sicuro nemmeno al fianco di due carabinieri, mi chiedo come sia possibile tutelare le giovani studentesse che giungono in Italia dall’estero o anche ovviamente quelle italiane e che vivono quotidianamente a contatto con l’esterno, senza l’appoggio prezioso della famiglia, distante anche migliaia di chilometri.

La risposta a questa domanda è presto detta: attraverso corsi antiviolenza e polizze assicurative antistupro, molto rare al momento, ma decisamente utili visto lo stato attuale delle cose. La sede italiana della Kent State University, appare decisamente un passo avanti nel far sentire le studentesse al sicuro e a proprio agio sul territorio che le ospita rispetto ad altri Atenei.

Sono infatti moltissime le iniziative sull’argomento, le quali garantiscono all’Università statunitense un business da circa 160 milioni di euro all’anno.

Tuttavia, da quel che so, al momento non esiste un Ateneo che offra alle studentesse iscritte un assicurazione che sia in grado di proteggerle anche dallo stupro. Gabriele Zanobini, avvocato di una delle due ragazze violentate dai carabinieri a Firenze, nella notte tra 6 e 7 settembre scorso, ha affermato che le due giovani statunitensi non erano nemmeno a conoscenza di essere tutelate da un’assicurazione universitaria e che comunque tale polizza non copriva lo stupro.

Nonostante ciò, ho fatto qualche ricerca e ho scoperto, con grande sollievo, che in Italia esiste una compagnia assicurativa, la Filo Diretto Assicurazioni, che offre alle vittime di violenza sessuale vari sussidi.

Oltre al rimborso delle spese mediche, le vittime avranno a disposizione anche un consulto psicologico, un’indennità mensile, l’invio di un medico a domicilio e il trasporto in ospedale. Un’assistenza completa insomma, che fino a qualche anno fa avrei ritenuto inutile, ma che ora, a mio parere, sembra divenuta terribilmente indispensabile.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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