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Alternanza scuola-lavoro: firmato un protocollo tra il mondo dell’impresa parmense e il Provveditorato

Alternanza scuola-lavoro: firmato un protocollo tra il mondo dell’impresa parmense e il Provveditorato

L’associazione “Parma io ci sto”, formata da molti imprenditori del territorio parmense e il Provveditorato hanno firmato un protocollo che prevede li

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L’associazione “Parma io ci sto”, formata da molti imprenditori del territorio parmense e il Provveditorato hanno firmato un protocollo che prevede linee guida per facilitare il periodo di alternanza scuola-lavoro

“Il ruolo dell’associazione non finisce con la firma di questo protocollo ma proseguirà collaborando con l’Ufficio scolastico e le aziende in tutte le loro esigenze per contribuire a un progetto che speriamo possa diventare un modello da proporre alle imprese attraverso gli organi competenti che sul territorio si occupano del tessuto industriale.

Sarà nostro compito sensibilizzare gli interlocutori sull’importanza del rapporto costante tra il sistema dell’istruzione e il mondo delle imprese”.

Queste le parole di Alessandro Chiesi, presidente di “Parma io ci sto” dopo aver firmato un Protocollo d’intesa con l’Ufficio scolastico provinciale di Parma e Piacenza che ha l’obiettivo di facilitare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro tramite l’alternanza scuola-lavoro.

“Parma io ci sto” è un’associazione nata nel 2016 con l’iniziale partecipazione di importanti realtà industriali quali l’Unione Parmense degli Industriali e Fondazione Cariparma e che ora conta più di 100 associati che fanno parte di quel mondo.

La partnership conclusa rappresenta un’iniziativa fondamentale per i ragazzi di Parma e Piacenza che si trovano al terzo e quarto anno delle superiori, come sottolineato dal dirigente scolastico di Parma e Piacenza: “Ho sostenuto e condiviso, nel confronto con i dirigenti scolastici, l’importanza di questo progetto nato per individuare buone pratiche nella gestione di un rapporto costruttivo tra mondo del lavoro e la scuola che auspico possa diventare base per una metodologia di lavoro continuativa e di ampia collaborazione”.

Un canale importantissimo per sfruttare al meglio il periodo obbligatorio di alternanza scuola-lavoro e far sì che non si riveli solo una perdita di tempo per gli studenti, consentendo di evitare allo stesso tempo casi di “sfruttamento” del loro lavoro.

#FacceCaso

Di Lorenzo Maria Lucarelli

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