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La ” povertà educativa ” e il dramma dell’estate

La ” povertà educativa ” e il dramma dell’estate

Quando l'estate diventa un problema per le famiglie più povere e l'educazione ne risente. Avete mai sentito parlare di " povertà educativa "? Si trat

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Quando l’estate diventa un problema per le famiglie più povere e l’educazione ne risente.

Avete mai sentito parlare di ” povertà educativa “? Si tratta di un fenomeno che si verifica quando c’è una mancanza delle competenze necessarie per uno sviluppo adeguato del giovane.

Oggi in Italia interessa milioni di bambini e adolescenti. Per fare qualche esempio posso dirvi che

il 25% dei ragazzi di 15 anni è sotto la soglia di competenze minime di matematica. Per quanto riguarda l’italiano e la lettura la situazione non migliora, con una percentuale del 36%.

Molto spesso, nella maggior parte dei casi la ” povertà educativa ” si accompagna o è una conseguenza della povertà economica. I due fenomeni, infatti, riescono ad alimentarsi a vicenda e a protrarsi nel tempo.

In Italia i bambini che si ritrovano in una condizione di povertà assoluta sono più di un milione ed il periodo più tragico per queste famiglie ed i loro figli è proprio l’estate.

Le vacanze estive sono il periodo più felice dell’anno per molte famiglie italiane, ma sono anche l’incubo di tante altre. Le scuole fanno delle vacanze di tre mesi, cosa che i lavoratori non fanno, quindi i ragazzi da un giorno all’altro si ritrovano senza nulla da fare mentre i loro genitori devono inventarsi qualsiasi cosa pur di riuscire a gestirli.

Per le famiglie benestanti è tutto estremamente semplice: opportunità, campi estivi, centri estivi, baby sitter, tutto rigorosamente a pagamento. Chi può permetterselo ha l’imbarazzo della scelta sulle attività ludiche e formative da far fare ai propri bambini. Il problema vero si pone per le famiglie povere, quelle che non possono permettersi nulla di tutto questo. Ecco perché l’estate è quel periodo in cui si accentuano le differenze tra chi può e chi non può. Qualcuno tornerà dalle vacanze raccontando di viaggi ed esperienze da urlo mentre qualcun altro tornerà senza aver nulla di cui parlare.

Da questo quadro si capisce quanto sia fondamentale garantire delle attività per tutti durante l’estate. Anche se iniziative di questo tipo stentano a prendere piede, come ci dimostrano i numeri: solo uno scarso 10% delle scuole che hanno ricevuto finanziamenti nell’ambito del progetto “Scuole al centro” ha proposto progetti per l’apertura estiva delle strutture scolastiche.

Di chi è la responsabilità di fare qualcosa per cercare di limitare la povertà educativa? Non servirebbe molto per riuscire ad arginare, almeno parzialmente, questo tipo di situazioni.

#FacceCaso

Di Chiara Zane

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