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Palermo: 402 disabili non possono andare a scuola

Palermo: 402 disabili non possono andare a scuola

A denunciare questa situazione è stata l’Anffas che parla di una vera e propria emergenza e non intende rassegnarsi di fronte a questa orrenda fotogra

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A denunciare questa situazione è stata l’Anffas che parla di una vera e propria emergenza e non intende rassegnarsi di fronte a questa orrenda fotografia. #FacceCaso.

A Palermo 402 studenti disabili delle scuole superiori della città sono rimasti a casa. Hanno potuto cominciare scuola solo i ragazzi che hanno la possibilità di venire accompagnati in classe dai propri genitori.

A denunciare questa situazione è stata l’Anffas che parla di una vera e propria emergenza e non intende rassegnarsi di fronte a questa orrenda fotografia.

Le famiglie di questi 402 ragazzi di cui 51 su carrozzina si ritrovano in panne. Spiega Antonio Costanza, presidente dell’Anffas. “Nel corso di questi anni abbiamo fatto una protesta dietro l’altra. Per gli alunni con disabilità la scuola inizia sempre un mese dopo gli altri compagni. Di questi 402 molti non stanno andando a scuola; altri riescono a frequentare grazie a genitori che fanno peripezie per portarli. Tuttavia quando mancano gli assistenti igienico personali, mamma e papà non possono fare da supplenti e gli alunni subiscono un disagio, spesso non possono nemmeno restare in classe”.

La famiglia da quest’anno potrà scegliersi la cooperativa che preferisce. Il problema però non cambia. Prosegue Costanza. “Le procedure sono state concluse a scuola iniziata: settimana scorsa i genitori hanno formulato le domande ma ancora non sono arrivati gli assistenti. Ora io mi chiedo: perché la convenzione per il trasporto non è stata firmata ad agosto? Perché questi servizi non sono stati programmati per tempo? Lo scorso anno le famiglie degli alunni con disabilità che non hanno potuto godere del servizio trasporto hanno avuto un rimborso che era di un quinto del carburante speso. Questa è elemosina!”

Giusy Adelfio è l’esempio lampante di questa situazione. “Giuliana è un caso unico, ha un’alterazione cromosomica, e necessita di un’assistenza continua. E’ autonoma dal punto di vista fisico, non è in carrozzina ma dev’essere seguita passo per passo. L’assistente alla comunicazione è necessario. Senza questo personale certi giorni sono costretta a tenerla a casa contro la sua volontà”.

Giusy ha dedicato la vita a sua figlia. “Ho scelto di non lavorare per seguire mia figlia. Mi sono licenziata e ho deciso di fare questa scelta ma non tutti possono permettersi di accompagnare ogni giorno a scuola il figlio. Abbiamo bisogno al più presto di una soluzione”.

#FacceCaso.

Di Francesca Romana Veriani

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