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Finanziamenti per il 2017? Pare che il MIUR abbia “sganciato i soldi”

Finanziamenti per il 2017? Pare che il MIUR abbia “sganciato i soldi”

Il decreto del Governo ha infatti stanziato per quest’anno accademico finanziamenti del 0,9% superiori rispetto al 2016: 55 milioni per i meno abbient

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Il decreto del Governo ha infatti stanziato per quest’anno accademico finanziamenti del 0,9% superiori rispetto al 2016: 55 milioni per i meno abbienti, 1,5 miliardi per le università più meritevoli, grande impegno per il Sud.

Siamo agli sgoccioli e le lezioni universitarie ricominceranno tra poco, appena terminata la sessione d’esami autunnale. Le università riapriranno in battenti, i professori torneranno in aula, nuovi progetti attendono studenti e ricercatori. E ci sono nuovi finanziamenti alla finestra.

Tutto questo a seconda di quanto però ogni singolo ateneo potrà spendere: quelli privati potranno contare anche sui finanziamenti provenienti generalmente da sponsor e sulle ingenti tasse versate dagli studenti. Gli atenei pubblici, invece, dovranno aver fede esclusivamente sui finanziamenti erogati come ogni anno dallo Stato e sulle tasse (molto più basse rispetto alle università private) dei propri studenti.

Allora ci sarà da faticare, perché, erogati anche quest’anno i finanziamenti statali (appena poche settimane fa) già sono sorti diversi malumori tra i dirigenti dei diversi atenei.

Il Governo ha stanziato con apposito decreto ben 6,5 miliari di Euro, a detta del Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli aumentati del 0,9% rispetto al 2016, cercando di rafforzare gli atenei del Sud, spesso afflitti dal fenomeno dell’abbandono precoce.

L’ammontare è stato poi suddiviso tra i vari atenei, di cui 1 miliardo e mezzo in base a parametri di merito, quali l’aggiornamento sulla qualità del reclutamento e l’autonomia responsabile.

Di fondamentale importanza è lo stanziamento di 55 milioni di Euro diretti a sostenere il diritto allo studio degli universitari che si trovano in condizioni economiche sfavorevoli, il cui certificato Isee attesta un valore pari o inferiore ai 13MILA€ annui.

Ovviamente i malcontenti si sono già fatti sentire, tra cui l’Alma Mater bolognese che si è detta penalizzata: “L’obiettivo di premiare il miglioramento su alcuni criteri penalizza atenei come il nostro che hanno già performance alte. Le università con performance basse hanno possibilità di migliorare più velocemente, per noi i margini sono ristretti” – afferma l’economista Angelo Paletta, delegato al bilancio.

Contrariamente a quanto sostiene il Ministro Fedeli, invece, molte associazioni studentesche hanno lamentato un taglio dei fondi, tra queste il collettivo universitario Link: “La ministra Fedeli ha dichiarato in un comunicato che c’è stato un aumento del 0,9% sul totale ma i numeri reali sono ben diversi.

I fondi nella disponibilità diretta degli Atenei sono stati in realtà ridotti dello 0,9% passando da 6,919 miliardi a 6,856 miliardi – ha detto Andrea Torti, coordinatore del collettivo -Come già evidenziato dal parere Cun, il primo di questi dati corrisponde di fatto ad un aumento solo nominale.

Nella realtà ci sono 45 milioni di euro di tagli ai fondi direttamente gestiti dagli atenei statali (quota base, premiale, perequativo e programmazione triennale) e 24,5 milioni di euro che vengono tolti al sistema universitario per finanziare gli Atenei terremotati”.

L’anno accademico sta per iniziare, vedremo come saranno utilizzati i fondi stanziati e se le modalità e i criteri adottati dal governo daranno i propri frutti senza trasformarsi nei soliti sprechi.

#FacceCaso

Di Lorenzo Maria Lucarelli

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