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I primi attriti fra insegnanti e tecnologia: no alle troppe circolari

I primi attriti fra insegnanti e tecnologia: no alle troppe circolari

La protesta del sindacato vicentino degli insegnanti contro messaggi, circolari e notifiche serali, che negli ultimi anni sono state sdoganate fin tro

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La protesta del sindacato vicentino degli insegnanti contro messaggi, circolari e notifiche serali, che negli ultimi anni sono state sdoganate fin troppo. Tecnologia e scuola trovano il primo scoglio nel loro importante rapporto.

 

Un tempo la bidella irrompeva nella classe, interrompendo talvolta bruscamente spiegazioni, compiti in classe ed interrogazioni. Era un momento di pausa per riprendere fiato, per riuscire nel frattempo a farsi suggerire qualcosa dai compagni che ti fissavano.

Oggi le circolari scolastiche vengono lette in classe dal computer. Il registro elettronico le mostra agli insegnanti e questi, dopo averle scandite ad alta voce, le contrassegnano come lette. È un mondo scolastico che cambia e che si avvicina alla tecnologia. Con i suoi innegabili vantaggi, ma con anche dei lati negativi da risolvere.

In questi giorni è arrivata una “diffida” da parte della Flc Cgil Vicenza, che incoraggia i presidi a evitare l’eccessivo utilizzo di circolari scolastiche e di messaggi via Mail o Whatsapp. Ciò che infatti lamentano i sindacati e gli insegnanti è che con la tecnologia sono costretti ad essere “professori” 24 ore su 24. Il loro numero privato si trasforma in un centralino della scuola. La loro posta elettronica diventa uno sportello di ascolto per studenti, colleghi e presidi.

Il contratto di lavoro degli insegnanti, come sottolinea la Cgil, non prevede “l’istituto di reperibilità”, ossia l’obbligo di essere pronti a tornare al lavoro anche in orari che prevederebbero riposo o ferie.

Di fatto, però, oramai se non si controllano continuamente Mail, messaggi e registro elettronico si rischia di rimanere tagliati fuori da alcune informazioni messe su internet all’ultimo momento. Orari del giorno dopo, riunioni, gite scolastiche e via dicendo. Un altro problema è l’uso smodato di circolari elettroniche che i presidi fanno.

L’istituto superiore Newton-Pertini, in provincia di Padova, nell’ultimo anno ha registrato 725 circolari. Considerando che un anno è fatto di 365 giorni, sono più di 2 circolari al giorno. Eliminato il fattore ecologico e di costo della carta, l’uso delle circolari è sdoganato fino all’impossibile. Gli insegnanti da oggi non sono più disposti a tollerarlo.

#FacceCaso

Di Alessandro Luna

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