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La Settimana Enigmistica torna al top: ma quanto ci piace???

La Settimana Enigmistica torna al top: ma quanto ci piace???

Da ottantacinque anni rende i viaggi meno noiosi e le estati un po' più rilassanti: la Settimana Enigmistica torna a divertire anche i ragazzi.  

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Da ottantacinque anni rende i viaggi meno noiosi e le estati un po’ più rilassanti: la Settimana Enigmistica torna a divertire anche i ragazzi.

 

Ieri mi è capitata una cosa decisamente curiosa. Sono entrata in un’aula mentre c’era la lezione di statistica per parlare con la professoressa e mi sono sistemata all’ultimo banco, in attesa che finisse. Davanti a me c’era un ragazzo che invece di seguire stava scarabocchiando, ho guardato meglio e non erano disegni, stava risolvendo un cruciverba. Sì, avete capito bene, aveva con sé una Settimana Enigmistica.

 

Scommetto che quest’estate, al mare, avete visto una marea di vostri coetanei tentare di risolvere un cruciverba, soprattutto quelli più difficili. Sta tornando di moda, lo devo ammettere. E devo anche ammettere che la prima cosa che faccio quando inizio una settimana di mare o devo fare un lungo viaggio è proprio comprare una Settimana Enigmistica.

 

Per me vuol dire relax, vuol dire sole e mare e vuol dire anche ricordi. Perché la prima persona che mi ha insegnato a incrociare le parole è stato il mio bisnonno, che ne aveva sempre una con sé perché “scongiurava l’alzehimer”. E, in effetti, così è stato.

 

Pensate che la Settimana Enigmistica è nata a Milano ben ottantacinque anni fa, dall’idea di un ingegnere sardo. Pensate anche che l’impaginazione è più o meno sempre la stessa e che se trovaste un numero di cinquant’anni fa probabilmente troverete anche gli stessi giochi di adesso alle stesse pagine.

 

È una rivista che tutti abbiamo avuto per le mani almeno una volta, chi per risolvere il cruciverba facilitato e chi per colorare i puntini; sia al mare che in montagna, ma anche in bagno, confessatelo!

 

Quest’estate sono rimasta piacevolmente colpita dalla quantità di ragazzi che si sono messi a risolvere gli enigmi del giornale, l’unico, per adesso che sembra non aver subito la marea del digitale. Ho anche visto mio fratello, che ha diciassette anni, mettersi sul lettino e trovare le differenze tra le immagini.

#FacceCaso

Di Benedetta Erasmo

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