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Prisoner 709 – Quattro passi nell’intimità di Caparezza

Prisoner 709 – Quattro passi nell’intimità di Caparezza

Dopo 3 anni di inattività, il rapper pugliese Caparezza torna sui nostri stereo con il suo settimo album, nono se consideriamo i primi due lavori con

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Dopo 3 anni di inattività, il rapper pugliese Caparezza torna sui nostri stereo con il suo settimo album, nono se consideriamo i primi due lavori con lo pseudonimo di Mikimix, da cui deriva il titolo “709”.

Prisoner 709 è il terzo concept di Caparezza.

Se il precedente può essere considerato un viaggio nel mondo dell’arte questo è un vero e proprio viaggio dentro l’intimità del cantautore, affrontando tematiche quali

  • il suo eterno spirito da Peter Pan,
  • il suo utilizzo del rap come vero e proprio strumento di fuga dalla realtà
  • la sua continua ricerca del perfezionismo nei suoi lavori ( tematiche che si possono notare soprattutto in Forever Yung ft DMC e in Il testo che avrei voluto scrivere).

Il disco si presenta musicalmente molto ricco e vario, con basi più rockeggianti e cupe dei precedenti,
magari meno coraggiose di Museica ma sicuramente mai monotone.

Anche da un punto di vista tecnico è ricco di incastri del tutto meritevoli e testi per nulla banali che spesso
conservano l’indole critica dell’artista, in particolare a riguardo citiamo Confusianesimo, testo molto attuale di critica alle catene che spesso impongono le varie religioni sulla libertà e sulle azioni degli individui.

Perle su cui prestare particolare interesse sono Una chiave e Ti fa stare bene, veri e propri inni speranzosi atti a spronare l’ascoltatore con messaggi quali cercare di vivere al meglio e creare il proprio io all’interno di una società che tende sempre di più verso l’omologazione dell’essere.

Testo altrettanto attuale è quello di Migliora la tua memoria con un click, collaborazione con Max Gazzè in cui si affronta la sempre più crescente dipendenza della società dall’informatizzazione, che per quanto strumento indispensabile porta sempre più persone a alienarsi e vivere sempre di meno ciò che ci circonda.

L’album, per quanto impeccabile sotto ogni punto di vista e coerente con lo stile dell’autore, risulta però privo del Fattore X in grado di permettere ai suoi fan l’amore al primo ascolto, problema dovuto probabilmente proprio al confronto con il suo penultimo lavoro che può essere considerato un vero e proprio Masterpiece,
probabilmente il migliore della sua carriera.

Nella dura lotta contro se stessi Caparezza ha perso questa battaglia, in generale tuttavia il disco è sicuramente degno di essere ascoltato e l’artista si conferma un compositore di classe A, come dimostrano le affluenze già registrate alle sue future tappe musicali in giro per l’Italia.

Voto : 7.5

#FacceCaso

Di Paolo Marcoccia

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