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La roadmap contro gli abusi, l’ultima di Twitter

La roadmap contro gli abusi, l’ultima di Twitter

Si chiama proprio roadmap e consisterebbe in notifiche di blocco via mail ai simboli d’odio. È guerra aperta all’hating online. La roadmap è segnata,

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Si chiama proprio roadmap e consisterebbe in notifiche di blocco via mail ai simboli d’odio. È guerra aperta all’hating online.

La roadmap è segnata, come in una strategia militare, ma in questo caso mirata sui social. È un’iniziativa promossa da Twitter, sempre più debole sul mercato digitale, che mira a contrastare l’odio che circola in rete.
Per quanto non sia rappresentativo di una larga maggioranza di utenti internet, sulla piattaforma celeste infatti circolano quotidianamente moltissimi messaggi di insulti, incitamento al razzismo, all’odio o propaganda terroristica. Era quindi doveroso un intervento deciso.

Così ecco l’operazione trasparenza, mossa importante nella lotta ad abusi e molestie online.
Il sito ha pubblicato una tabella di marcia con aggiornamenti in merito alle funzione per contrastare l’attivitù di cyberbullismo, ma anche troll, membri dell’Isis o altre organizzazioni terroristiche. Insomma, ogni tipo di condotta come queste viene vietata sulla piattaforma.

Queste novità, per rendere i “cinguettii” meno molesti o dannosi per gli utenti, partiranno dal 27 ottobre e si concluderanno il 10 gennaio. Un periodo di prova che darà anche modo di avere spiegazioni più chiare se si è tra quelli che vedono il proprio account sospendersi.

Inizialmente si andrà in una definizione più ampia della “nudità non consensuale”. Non deve comparire nelle immagini o in altri contenuti condivisi, mentre si vedrà la possibilità per un utente sospeso di appellarsi alla decisione di Twitter.
In aggiunta la notifica di sospensione via mail agli utenti che producono abusi, con stop agli account anche per le organizzazioni o i gruppi promotori di violenza.

Tolleranza zero quindi: no a odio, violenza, minacce, bullismo, molestie e quanto altro.
Agli utenti non sarà più permesso di avere nomi offensivi. Sarà inoltre introdotto un meccanismo con cui segnalare abusi non subiti in prima persona, come “testimoni”.
Tempi bui si prospettano per gli “haters” di professione.

#FacceCaso

Di Umberto Scifoni

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