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Alternanza scuola-lavoro: c’è anche chi spala letame

Alternanza scuola-lavoro: c’è anche chi spala letame

Continua il triste spettacolo di studenti che, durante il periodo di alternanza scuola-lavoro, invece di imparare finiscono per perdere tempo o essere

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Continua il triste spettacolo di studenti che, durante il periodo di alternanza scuola-lavoro, invece di imparare finiscono per perdere tempo o essere sfruttati. L’ultimo caso a Castelfranco Veneto dove un ragazzo è stato costretto a spalare letame

L’ennesimo caso di alternanza scuola-lavoro finita male ha colpito nuovamente le intenzioni della riforma della “Buona Scuola”.

Questa volta i fatti sono accaduti a Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso. Qui un ragazzo è stato messo a spalare letame in un’azienda invece che ad imparare a mungere.

Dalle otto del mattino fino a mezzogiorno dovevo pulire con acqua e badile le stalle delle mucche”.

L’alternanza scuola-lavoro per lui avrebbe dovuto prevedere un conoscenza della produzione agricola 4.0, apprendendo i nuovi metodi di mungitura.

Niente di tutto questo, solo un concreto tentativo di mettermi a supplire la più bassa manovalanza aziendale“- ha sottolineato lui.

I senatori di Sinistra italiana hanno chiesto un’interrogazione parlamentare

Gli ultimi fatti hanno riacceso il dibattito sull’utilità e sul controllo delle modalità e giusta esecuzione del periodo obbligatorio di alternanza scuola-lavoro.

Nel caso che ci riguarda, i senatori di Sinistra Italiana hanno chiesto un’interrogazione parlamentare.
I senatori vogliono sapere:

  • Se il Miur ritenga corretto questo utilizzo degli studenti nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro e quali iniziative di carattere ispettivo il Miur abbia attivato immediatamente o intenda attivare per individuare i responsabili di questo episodio.
  • Si chiede, inoltre, quali provvedimenti siano stati presi nei confronti dell’azienda e dei vertici dell’Istituto in questione”.

Cosa dobbiamo aspettarci per il futuro?

Se da una parte gli esempi di alternanza-scuola lavoro finiti bene, e risultati utili agli studenti non arrivano spesso all’attenzione della cronaca, dall’altra continuano invece a verificarsi episodi negativi e molto discutibili.

Come è noto, infatti, alle volte i compiti assegnati agli studenti non hanno niente a che fare con il proprio percorso di studi. Altre invece, anche se l’ambiente aziendale è quello giusto, i ragazzi vengono sfruttati e messi a fare lavori umilianti. Altre volte ancora, l’alternanza scuola-lavoro si è rivelata solo una perdita di tempo, dopo ore e ore passate senza fare niente in un angolo.

Dato che il potenziale del periodo di alternanza potrebbe senz’altro essere positivo, che cosa aspetta il governo a emanare un adeguato codice di condotta per le aziende, con la previsione di dure sanzioni per quelle che trasgrediscono non comportandosi come dovrebbero?

#FacceCaso

Di Lorenzo Maria Lucarelli

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