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Sciopero di tutta la scuola italiana il 10 Novembre: le ragioni di un giorno di mobilitazione

Sciopero di tutta la scuola italiana il 10 Novembre: le ragioni di un giorno di mobilitazione

Con vignette aggressive e dai toni accesi viene promosso lo sciopero della scuola italiana del 10 Novembre. Si protesta contro la Buonascuola e contro

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Con vignette aggressive e dai toni accesi viene promosso lo sciopero della scuola italiana del 10 Novembre. Si protesta contro la Buonascuola e contro lo “strapotere” dei presidi.

In concomitanza con lo sciopero dei mezzi di trasporto, il 10 Novembre anche le scuole medie, i licei e le università rischieranno di non “garantire il regolare svolgimento delle lezioni”, come abbiamo tutti letto mille volte dalle circolari in classe. E come ogni anno ci saranno i professori più impegnati politicamente che, assieme a quelli pigri, diserteranno le lezioni. A scuola rimarrà invece chi, aderendo alla protesta o meno, crederà che questa non valga un giorno di spiegazioni in meno. Gli studenti invece pregheranno per qualche ora di buco.

Lo sciopero è indetto dalle sigle sindacali Cib-Unicobas, Cobas – Confederazione comitati di base, Usb e Usi. La campagna promozionale è già partita e consiste in alcune vignette e slogan, dallo sfondo satirico, promossi su i vari social network e su internet. Le immagini, pensate da una docente romana iscritta ad Unicobas, sono dai toni pesanti e talvolta aggressivi. Alcune attaccano il “falso perbenismo” e “il politically correct”, mentre altre si rivolgono ai docenti che non sciopereranno con cattiveria. Una immagine li mostra che baciano una scarpa, un’altra con una lingua che arriva per terra, mentre in molte viene detto che “si meritano” la buona scuola, riforma contro cui si protesta.

Li si chiama “servi del potere” e “casalinghe che se ne fregano”. Li si disegnano come pecore e lecchini. Una campagna molto forte e dai toni accesi, che disegna una linea ben precisa e netta tra chi scenderà in piazza e chi no.

La manifestazione partirà dal ministero dell’Istruzione, “davanti alla Fedeli”, il ministro dell’Istruzione, come rivendicano alcune vignette. E resta evidente che la riforma della Buona scuola contro cui si protesta divide i docenti come tutto il personale scolastico.

#FacceCaso

Di Alessandro Luna

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