Oxford e Cambridge macchiate dai “Panama Papers”: quale credibilità?

Oxford e Cambridge macchiate dai “Panama Papers”: quale credibilità?

Il "Guardian", quotidiano inglese tra i più prestigiosi al mondo, ha svelato che Oxford e Cambridge avrebbero investito, anche loro, nei "Panama Paper

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Il “Guardian”, quotidiano inglese tra i più prestigiosi al mondo, ha svelato che Oxford e Cambridge avrebbero investito, anche loro, nei “Panama Papers” per sottrarsi al fisco nazionale ed aumentare i guadagni.

Non vorremmo crederci ma anche le prestigiose Cambridge e Oxford sono rimaste incastrate nello scandalo dei “Panama Papers”.
Sembra, infatti, che le due università abbiano investito nei fondi offshore per elidere il fisco britannico, massimizzando i propri guadagni.

Cerchiamo di fare chiarezza: di cosa stiamo parlando?

  • I “Panama Papers” sono un fascicolo digitale contenente informazioni circa centinaia di migliaia di persone e società che, per evadere il fisco, spostano i propri soldi nei paradisi fiscali stranieri.
  • I “Panama Papers”, resi pubblici dal Consorzio Internazionale dei Giornalisti Investigativi, hanno incriminato anche moltissimi italiani, come tantissime personalità di fama mondiale, (pare) anche la Regina d’Inghilterra.

Ciò che lascia più perplessi, però, è che nei “Panama Papers” siano rimasti coinvolti anche i due super atenei inglesi: Oxford e Cambridge.
A riportare la notizia è stato il “Guardian”, che fa parte del consorzio internazionale di giornalisti investigativi.

Sembra che né Cambridge né Oxford abbiano smentito il loro coinvolgimento. Entrambe avrebbero investito diversi milioni di Euro in un fondo dell’isola di Guernsey, sottraendoli così al fisco inglese.

Quale ruolo può avere un’istituzione accademica che evade fraudolentemente le tasse?

Quel che più lascia attoniti non è tanto che esista gente disonesta che investe nei “Panama Papers” (molti non hanno bisogno certo di presentazioni). Piuttosto a lasciare perplessi è il fatto che due importati università, quali Oxford e Cambridge, abbiano deciso di seguire la stessa strada.
Due università che, per storia e per merito dovrebbero contribuire a formare persone tra le migliori al mondo.
Non basta impartire nozioni e introdurre nel mondo del lavoro, ma occorre istruire ed educare.

Questo, Cambridge e Oxford non sembrano averlo fatto, stando alle ultime notizie. Piuttosto hanno fornito un modello tutt’altro che positivo e sicuramente da non prendere ad esempio né replicare.

Quale credibilità possono avere due istituzioni che investono in fondi offshore, i “Panama Papers”, davanti ai propri studenti, ma anche di fronte al mondo intero?

Vogliamo credere che sia stato un errore o che, come ha tentato di difendersi l’università di Cambridge, a decidere di investire nei “Panama Papers” non sia stata l’università stessa ma “un consulente dall’ottima reputazione”.

#FacceCaso

Di Lorenzo Maria Lucarelli

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