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Liberi? Quando mai… i social ci controllano e ci influenzano

Liberi? Quando mai… i social ci controllano e ci influenzano

Una ricerca condotta dalla Columbia Business School di New York ha confermato che i social sono in grado di analizzare velocemente i propri utenti e s

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Una ricerca condotta dalla Columbia Business School di New York ha confermato che i social sono in grado di analizzare velocemente i propri utenti e sfruttare i dati raccolti, a cominciare da Facebook.

Ormai è inutile negarlo, siamo controllati dai social e dal Web in generale. L’innovazione, se da una parte ci fornisce spunti positivi, dall’altra ci rende meno liberi.

A confermare ciò è una recente analisi sviluppata da un gruppo di ricercatori della Columbia Business School di New York. Questi hanno preso ad oggetto la “persuasione psicologica di massa” esercitata da Facebook.

I risultati parlano chiaro: già con un solo like Facebook (e le aziende o altri che lo utilizzano per intercettare le caratteristiche degli utenti) è in grado di tratteggiare adeguatamente la personalità di chi lo usa.

“Abbiamo usato un singolo Like per ogni utente per decidere se erano persone introverse o estroverse. La quantità minima di informazione che possiamo usare per creare inferenze sulle personalità” – ha affermato una delle ricercatrici.

Facebook e i social ci spiano: dove è finita la nostra libertà?

Questo vuol dire che Facebook (e il Web in generale) ci “spia” traendo conclusioni da qualsiasi azione che compiamo online, per poi utilizzare i risultati per fini che possono essere considerati più o meno buoni.

“Sono rimasta sorpresa dall’effetto che abbiamo ottenuto da così poca informazione – ha continuato la ricercatrice – Non sappiamo molto delle persone, e comunque ci sono stati grandi risultati. Si può immaginare cosa si potrebbe fare usando l’intero profilo Facebook per capire le personalità degli utenti”.

Il rischio di essere controllati sempre e comunque dai social

Se da una parte, infatti, il potere che Facebook e Internet hanno nell’intercettare i propri utenti potrebbe esse utilizzato per fini onorevoli, dall’altra non è detto che ciò avvenga. Il rischio, infatti, è che i dati acquisiti tramite i social vengano poi utilizzati contro le persone, individuandone i punti deboli per influenzarle. E ancora ci chiediamo se siamo liberi davvero.

Penso già a cosa potrebbe succedere se per esempio metodi ad hoc, per analizzare i potenziali elettori, venissero adottati dai politici durante una campagna elettorale. Potrebbero essere utilizzati, ad esempio, per costruire, al contrario, la campagna stessa sulle preferenze dei cittadini e non guadagnarsi i loro voti per le proprie reali idee o il proprio operato.

E voi cosa ne pensate? Non avete paura che anche solo schiacciando un tasto avete potenzialmente perso parte della vostra libertà? Certo, a patto di non giocare, anche noi, al contrario per ingannare il web che ci spia.

#FacceCaso

Di Lorenzo Maria Lucarelli

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