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Il King’s College di Londra ha paura di parlare di transgender

Il King’s College di Londra ha paura di parlare di transgender

Era tutto pronto al King’s College di Londra per parlare di "transgender" con Heather Brunskell-Evans come invitata speciale. L'università, però, ha a

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Era tutto pronto al King’s College di Londra per parlare di “transgender” con Heather Brunskell-Evans come invitata speciale. L’università, però, ha annullato l’incontro per paura di affrontare le idee della nota femminista e non ferire chi si poteva sentire chiamato in causa. E’ così che ci si confronta?

Difficile definire il sottile limite tra libertà di pensiero, confronto e imposizione guardando il King’s College di Londra, dove non sanno ancora cosa vuol dire dibattito. Eppure è qualcosa di molto caro alle più moderne democrazie.

Mi spiego meglio. Gli studenti di Medicina del King’s College di Londra, dopo aver chiesto a Heather Brunskell-Evans, ricercatrice e portavoce del Women’s Equality Party di tenere un dibattito sulla pornografia e sessualizzazione, si sono visti respingere la richiesta.

O meglio, Heather Brunskell-Evans, nota per essere una fervida femminista, spesso in contrasto con le idee transgender, aveva ben volentieri accettato la richiesta, se non fosse che è stata la stessa facoltà a dire di no.

Perché, ci sarebbe da chiedersi?

Per quanto è dato sapere, ai piani alti del King’s College hanno avuto paura di aprire un dibattito. Un confronto che avrebbe potuto riguardare le conquiste che la categoria transgender ha raggiunto sino ad ora nella società inglese.

“Non importa che la maggior parte della gente lo creda, o che la società sia stata organizzata su questa base per secoli: dall’oggi al domani è diventato inammissibile. Stiamo coltivando una nuova generazione che si aspetta che ogni proprio istinto sia rispettato istantaneamente […]”.

Queste le parole di Brendan O’Neill, direttore del magazine “Spiked” in merito alla vicenda.

Il punto controverso, come dimostra il comportamento del King’s College, non isolato ultimamente, è che su argomenti così sensibili, spesso non si discute e, anzi, ancora più grave, una volta raggiunto l’obiettivo, non lo si vuole più rimettere in discussione. Purtroppo un punto a sfavore per il libero pensiero.

#FacceCaso

Di Lorenzo Maria Lucarelli

 

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