Declino Università, ecco la soluzione

Declino Università, ecco la soluzione

Il nuovo saggio di Capano, Regini e Turri propone la soluzione ai problemi degli Atenei italiani. Si può fare direbbe qualcuno, la soluzione a molti

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Il nuovo saggio di Capano, Regini e Turri propone la soluzione ai problemi degli Atenei italiani.

Si può fare direbbe qualcuno, la soluzione a molti dei problemi delle Università nostrane esiste e non è poi neanche troppo utopistica. Qualche giorno fa nelle sale è uscito Smetto Quando Voglio-Ad Honorem, ultimo capitolo dell’ormai nota saga cinematografica diretta da Sidney Sibilia che in alcuni tratti sembra proprio voler rivolgere una critica sociale al sistema accademico italiano .

Quasi in contemporanea ecco che viene pubblicato dal Mulino l’ultimo saggio di Gilberto Capano, Marino Regini e Matteo Turri. L’opera ha un intento simile a quello del film di Sibilia (con toni più seri ovviamente) ma, oltre a voler individuare i problemi degli Atenei, i tre professori cercano anche di proporre una soluzione percorribile per uscire dal baratro in cui stiamo sprofondando.

Innanzitutto gli autori del saggio individuano le cause principali della crisi dell’Università nazionale. Riduzione di risorse, migrazione dei giovani da Sud a Nord e limitata capacità di attrarre i giovani sono solamente alcune delle motivazioni che secondo loro stanno alla base del declino.

Per risolvere questi problemi hanno pensato ad un paio di proposte decisamente pratiche e, sulla carta, di facile realizzazione:

  1. Per prima cosa i tre professori propongono di usare una parte dei finanziamenti pubblici attraverso accordi tra MIUR e Atenei. In essi devono essere stabiliti costi e impegno del Ministero da un lato e obbiettivi delle singole Università dall’altro.
  2. In secondo luogo bisogna cercare di distribuire nella maniera migliore possibile le zone di influenza di ogni Ateneo. In questo modo si potrà puntare a grandi progetti ed eccellenze senza disperdere energie.

Spazio poi anche al capitolo ricerca. Capano, Regini e Turri ritengono che essa in Italia sia abbastanza diffusa ma allo stesso tempo ritengono che i ricercatori siano eccessivamente dispersi nelle varie Università.

Per loro specializzare alcune aree scientifiche di ciascun Ateneo aiuterebbe a concentrare le migliori menti in circolazione (come ama ripetere il mitico Pietro Zinni) e di conseguenza si creerebbe quella massa critica secondo loro indispensabile per competere a livello internazionale. Insomma, gli ingredienti ci sono tutti, ora bisogna preparare la ricetta sperando di poterla assaggiare presto.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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