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“Saper fare” e tecnologie digitali: gli studenti italiani sono bravi?

“Saper fare” e tecnologie digitali: gli studenti italiani sono bravi?

Uno studio condotto University2Business,ci aiuta a capirlo. Le tecnologie digitali sono la vera rivoluzione della nostra epoca, è inutile negarlo. Ba

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Il digitale è il futuro delle aziende ed è nelle mani dei giovani

Uno studio condotto University2Business,ci aiuta a capirlo.

Le tecnologie digitali sono la vera rivoluzione della nostra epoca, è inutile negarlo. Basti pensare a come sta cambiando l’informazione, a partire dalla news giornalistiche. Insomma, per alcuni possono essere dannose e inutili, ma loro conoscenza può essere un trampolino di lancio per il mondo del lavoro.

Le imprese infatti, sono sempre più alla ricerca di professionisti digitali. A che punto è la conoscenza teorica del mondo digitale tra gli universitari italiani? E soprattutto, quanto sono abili con le tecnologie digitali? Uno studio condotto da University2 business in collaborazione con Enel, prova a rispondere a questa domanda.

La ricerca intitolata” Il futuro è oggi sei pronto?” ha chiesto a 251 manager delle principali imprese italiane, di valutare a che punto sono i nostri studenti con le competenze digitali.

Ne emerge un quadro in chiaroscuro, con più ombre che luci. I nostri studenti universitari hanno migliorato la conoscenza delle nuove tecnologie, ma non ancora abbastanza. Nel complesso infatti rimane un gap da colmare, un ritardo sia teorico che pratico.

In media, soltanto il 30% conosce la definizione corretta di strumenti dell’innovazione digitale applicati al business come ” mobile advertsing o ” big data” ( erano il 25% due anni fa), mentre ben il 60 % non ha mai sentito nominare alcune delle principali aree dell’innovazione digitale, come Industria 4.0.

Un divario che nella prassi, diventa più evidente: solo un universitario su cinque mediamente ha un’esperienza concreta nella gestione di progetti digitali. Ma c’è un dato interessante: solamente il 19% di chi frequenta gli atenei, crede che il digitale possa rappresentare un modello di business redditizio.

Le lacune digitali che i nostri studenti si portano appresso rischiano di essere un freno per l’ingresso nel mondo del lavoro. L’industria 4.0 fatica non poco a trovare laureati digitalmente preparati. Ma nello stesso tempo, sembra che questo problema non le riguardi da vicino.

A investire nella formazione infatti, sono poche imprese. Solamente il 38% degli Hr manager si è occupato di organizzare un piano formativo sul digitale. Insomma, le tecnologie digitali sono il futuro, ma il sistema Italia può e deve fare di più.

#FacceCaso

Di Luca Pennacchia

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