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Una nuova stampa

Una nuova stampa

In questa ottica, come spesso è accaduto nel corso della storia dal 1700 sino ai giorni nostri, sono gli Stati Uniti a fare da precursori. Nel 1886 è

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In questa ottica, come spesso è accaduto nel corso della storia dal 1700 sino ai giorni nostri, sono gli Stati Uniti a fare da precursori. Nel 1886 è il tribune di new york a impiegare per primo la macchina inventata da Ottmar Morgenthaler, un orologiaio originario dello stato tedesco del Württemberg, immigrato in America nel 1872 e impiegato in una ditta di macchine per scrivere. Si tratta della linotype (“line of types”, linea di caratteri), una macchina mossa da una tastiera che richiama con un meccanismo ad aria compressa (è infatti chiamata anche “blower machine”, macchina soffiante) e raccoglie sulla stessa linea i caratteri mobili in ottone, spaziandoli tra loro automaticamente con appositi cunei per l’esatta larghezza della colonna di giornale (“giustificando” cioè il formato di stampa) e versando su di essi un getto di stampa. La linotype consente di triplicare i ritmi del lavoro, portandoli a 6 mila battute all’ora, ma soprattutto rende molto più facili le operazioni di composizione che finora sono state condotte interamente a mano (Storia del Giornalismo – Giovanni Gozzini). Parallelamente allo sviluppo tecnologico, ripetiamo, muta in maniera significativa anche l’advertising. È evidente in questo processo di stratificazione della stampa per generi e per pubblici diversi l’influsso esercitato dalla crescita in quantità e qualità del fenomeno pubblicitario, che negli ultimi decenni dell’Ottocento comincia a prendere confidenza con i concetti (non ancora con le categorie formalizzate) di target e feed-back. Come la pubblicità comincia a fare, così anche la stampa si abitua ad articolare e modulare i messaggi informativi in forme e contenuti diversi a seconda del grado di benessere e del livello culturale della parte di pubblico cui si rivolge (Storia del Giornalismo – Giovanni Gozzini).

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