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Adolescenti più tristi? Forse è colpa dello smartphone!

Adolescenti più tristi? Forse è colpa dello smartphone!

Secondo uno studio dell’Università di San Diego gli adolescenti nati dopo il 1996 sono più tristi degli altri. Secondo voi ci sono adolescenti più tr

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Secondo uno studio dell’Università di San Diego gli adolescenti nati dopo il 1996 sono più tristi degli altri.

Secondo voi ci sono adolescenti più tristi rispetto a prima? Anzi no, iniziamo da più lontano.
Quante ore passate su internet? Io tantissime, però mi considero ancora una dei fortunati, una di quelle che non vuole stare senza internet ma per un po’ può starci. Mi ricordo quando controllavo gli sms di nascosto dalla prof dall’ultima fila dove si trovava il mio banco, che poi era anche la terza fila. E adesso penso a mio fratello e al suo usare il cellulare tranquillamente durante le ore di lezione, tanto dice che è una distrazione come guardare fuori dalla finestra.

Dopo tutto questo preambolo un po’ nostalgico volevo dirvi che c’è uno studio americano che definisce gli adolescenti di oggi meno ribelli ma anche molto meno felici. Perché con lo smartphone l’incontro e le chiacchiere faccia a faccia sono diminuite tantissimo. Secondo lo studio sono diminuite anche altre cose, come la nostra voglia di indipendenza o lo studio o il lavoro.

Abbiamo perso qualcosa, insomma. E ne risentirebbe anche la nostra maturità, se i nostri genitori erano più o meno maturi a quindici anni, noi lo siamo a diciotto. La studiosa di questa teoria, la dottoressa Twenge, dice di voler rinominare la Generazione Z, quella dei nati dal 1996 in poi, iGen. Sono loro che vengono più colpiti da tutti questi sintomi, come se lo smartphone sia una malattia.

Ma siamo sicuri che sia proprio così?

Sono certa che lo smartphone abbia cambiato la vita di tutti, come anche quei bellissimi cellulari della mia infanzia. Ma secondo me sta cambiando ancora di più il rapporto figli genitori. Questo rende gli adolescenti più tristi, perché i genitori sono molto più protettivi nei loro confronti, sono meno disposti a far vivere le esperienze. E questo è male, perché mi ricordo che tra l’opinione di un professore e la mia, la vincente era al 99% quella del professore, oggi non è esattamente così.

Però che lo smartphone incide su qualcosa è vero, guardate qui.

#FacceCaso

Di Benedetta Erasmo

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