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Esclusione giovanile: conferenza a Napoli

Esclusione giovanile: conferenza a Napoli

L’ esclusione giovanile come tema in una conferenza alla scuola media Poerio di Napoli. Come affrontare il problema dall’interno. Essere adolescenti

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L’ esclusione giovanile come tema in una conferenza alla scuola media Poerio di Napoli. Come affrontare il problema dall’interno.

Essere adolescenti non è cosa facile. E ce lo ricordiamo (o lo sappiamo) un po’ tutti. Tutti abbiamo affrontato quel periodo brutto in cui l’ esclusione era il sentimento che ci affliggeva, ma che alla fine ci accomunava con gli altri ragazzi. L’ esclusione sembra essere un grande problema tutt’ora, un problema talmente importante che una scuola di Napoli ha ritenuto necessario organizzare una conferenza. Una conferenza che dovrebbe anche inquadrare i problemi di cronaca degli ultimi tempi, dalle baby gang alla violenza nelle scuole.

L’iniziativa è del dirigente scolastico, Daniela Paparella che lavora nella scuola media, o secondaria di primo grado “C. Poerio” del capoluogo campano. Parteciperanno tutti, dagli alunni della scuola che stanno per entrare in questo periodo buio (che poi tanto buio non è) ma anche i genitori, i professori e alcune personalità importanti come il capo del dipartimento Giustizia Minorile e anche il presidente del Tribunale Minorile di Napoli.

È un tema importante da affrontare al di là della violenza dilagante, anche per favorire l’integrazione etnica e sociale, soprattutto quando le differenze vengono fatte notare. È fondamentale imparare a “curare” questo senso di esclusione che se non preso in modo corretto diventa un problema veramente impossibile da superare. Ricordiamoci anche che l’Italia ha una percentuale di NEET estremamente alta e chi si può sentire escluso più di chi non studia e non lavora, per un motivo o per un altro.

“Oggi si parla di esclusione” è una conferenza che va al centro del problema e che vuole dare gli strumenti per risolverlo sia ai ragazzi sia a coloro che dovrebbero dare supporto per primi, i genitori e i professori.

Sentirsi esclusi, almeno in superficie, è normale per qualsiasi adolescente. Ma questo non deve essere un sentimento permanente, altrimenti è più difficile da risolvere.

#FacceCaso

Di Benedetta Erasmo

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