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Contro l’armamento degli insegnanti serve l’armamento culturale

Contro l’armamento degli insegnanti serve l’armamento culturale

Altra strage in una scuola in Florida: l'omicida era armato. Trump propone l'armamento degli insegnanti. Servirebbe, però, un cambiamento culturale.

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Altra strage in una scuola in Florida: l’omicida era armato. Trump propone l’armamento degli insegnanti. Servirebbe, però, un cambiamento culturale.

Dopo l’ultima strage di studenti avvenuta in Florida il 14 Febbraio scorso, per mano di un 19enne armato, torna nuovamente in auge il tema della violenza giovanile in Usa, aggravato dalla facile disponibilità di armi.
Donald Trump ha proposto l’armamento degli insegnanti per cercare di scongiurare future stragi.

Parte degli americani, cresciuti nella logica della forza e dell’autodifesa, hanno accolto favorevolmente la proposta di Trump, che, fortunatamente, per ora tale rimane.

#NeverAgain: serve una cultura diversa per arrivare al disarmo dei cittadini

Altri, invece, anche la stessa madre di uno dei bambini uccisi, hanno riconosciuto l’inutilità di una misura che potrebbe rivelarsi non solo inefficace ma doppiamente dannosa. D’altronde come pensare che un insegnante possa essere pronto a sparare, preso alla sprovvista durante una lezione. Anche se fosse pronto, pensate alla situazione: un’aula che si trasforma in un far west dove da una parte c’è chi attacca e dall’altra un’insegnante che spara…in mezzo bambini e ragazzi.

Un gruppo di studenti ha deciso di dire basta ed iniziare ad agire. Lanciando L’hashtag #NeverAgain i ragazzi hanno messo sù un movimento per organizzare una marcia a Washington il prossimo 24 Marzo. Lobiettivo è protestare contro l’armamento di massa in atto in tutta l’America e contro la proposta di Donald Trump.

Forti dell’innocenza della loro giovane età e scevri da qualsiasi interesse economico o pressione esterna loro hanno capito che l’armamento non è la strada giusta.

Quale’è dunque la soluzione? Sembra facile dirlo ma, prima di tutto, bisogna intervenire sul commercio, legale e illegale, delle armi stesse. Bisogna chiudere i rubinetti e imporre regole più stringenti. C’è bisogno, poi, di una maggior presenza dello stato che tuteli i cittadini, perché solo così essi non sentiranno il bisogno di fare da sè.

Non è facile, ma non è così impossibile come Donald Trump ha voluto sostenere per giustificare la proposta dell’armamento. Certo non si tratta di un cambiamento rapido ma contro pistole, kalashnikov e fucili c’è bisogno, prima di tutto, di un armamento culturale, qualcosa che in America si tende a dimenticare.

#FacceCaso

#Di Lorenzo Maria Lucarelli

 

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