Cronaca vera di viaggi di (d)istruzione (campo-scuola)

Cronaca vera di viaggi di (d)istruzione (campo-scuola)

Cocaina, fumo e alcol: ecco come alcuni liceali trascorrono le loro gite scolastiche. Si raccomanda una lettura “distaccata” dell'articolo a professo

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Cocaina, fumo e alcol: ecco come alcuni liceali trascorrono le loro gite scolastiche.

Si raccomanda una lettura “distaccata” dell’articolo a professori in procinto di portare la propria classe in campo-scuola, perché i racconti raccolti, di certo, non incentivano un insegnante a prendersi la responsabilità di più di 20 ragazzi in viaggio fuori Italia…

Gli autori di queste testimonianze sono Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, conduttori del format Ecg in onda su Radio Cusano Campus, l’emittente dei ragazzi dell’Università Niccolò Cusano. I ragazzi intervistati variano dai 17 ai 19 anni, sono tutti liceali romani, e parlano con una tale naturalezza, come se l’argomento non fosse così delicato. “ Il nostro campo-scuola l’abbiamo fatto a Monaco -parla un 19enne- e abbiamo fatto uso di droghe. Volevamo prendere funghetti, ma non siamo riusciti a trovarli. La ketamina l’abbiamo portata dall’Italia, i controlli non sono stati niente: ce la siamo messa tra le chiappe e l’abbiamo portata in aereo tranquillamente”.

Dice proprio così questo ragazzo, che dalla frase lascia trasparire anche compiacimento e soddisfazione. “ I professori della droga non sapevano niente, ma due sere alcuni di loro sono venuti ad ubriacarsi con noi al pub ed è stato molto divertente. Quando andavamo in giro strillavamo di notte, ci facevamo fionde di cocaina e ketamina, oppure facevamo canne spolverando un po’ di cocaina sulla cannabis.”

Un alunno della stessa classe racconta. “Noi ragazzi la vediamo come una vacanza, partiamo con la voglia di spaccarci in un Paese che non e’ il nostro. C’e’ l’adrenalina, la voglia di non farsi bere dalle guardie, di non essere sorpresi, di non farsi arrestare o multare. Sappiamo che tutto questo può far male, ma quando ti dai una fracca e ti sale la pezza non ci stai tanto a pensare. Ci piace.”

Usano un linguaggio gergale, dando per scontato che gli interlocutori conoscano perfettamente ciò di cui parlano, o peggio, quasi come se fossero loro “complici”. “Perché in fondo tutti vanno o sono andati in campo-scuola per sfondarsi di droghe pesanti o fare danni, no?” Pensano questo, probabilmente gli adolescenti che hanno concesso informazione così riservate, ma esplicite allo stesso tempo, ai due conduttori radiofonici.

Un altro ragazzo, di 17 anni, racconta così il suo viaggio d’ istruzione a Capri. “Come tutti i campi scuola, durante il giorno andavamo a fare le solite gite noiose ai musei, mentre la sera andavamo nei locali a fare un po’ di casino. Bevevamo, fumavamo, ci siamo spaccati. C’era anche molta droga, ci siamo portati in giro troppa roba. I professori? Alcuni erano severi, altri ci offrivano da bere la sera. Abbiamo anche fatto provare la cannabis a un professore, é stato molto divertente, ci siamo messi tutti a ridere. Poi nella stessa notte al più bravo della classe abbiamo disegnato in faccia le svastiche. Lo abbiamo fotografato, lui se ne e’ accorto soltanto quando e’ uscito dalla stanza e l’ha visto anche il professore”.

Qui troviamo anche un’altra realtà. Non solo droga, caos, etc. , ma anche bullismo e, ancor peggio, complicità con i professori. Quale miglior occasione di umiliare un compagno di classe, se non nel campo-scuola? Lì, praticamente “tenuto in ostaggio” senza poter fare rientro a casa, diventa una preda estremamente facile. Inoltre deve stare, come si suol dire, con 100 occhi non solo di giorno, ma soprattutto di notte, dove la vigilanza degli insegnanti è nulla. Gli stessi docenti che, come traspare dal racconto del ragazzo, addirittura si sono concessi ad attività non proprio consone, come fumare droga insieme agli studenti.

Sicuramente, questi raccontati saranno due casi isolati, ma è bene sapere che in certe situazioni, se il comportamento della classe non lo consente, è meglio rimanere a casa.

Tutti si sono divertiti, si divertono e si divertiranno da matti in campo-scuola, ma ci sono dei limiti che non devono essere superati. Basta un attimo che un viaggio d’istruzione diventi un viaggio di distruzione…

#FacceCaso.

Di Emanuele Caviglia

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