Prospettive: quelle che i ragazzi non hanno

Prospettive: quelle che i ragazzi non hanno

Prospettive? I ragazzi ne hanno sempre meno. Il futuro fa paura e cresce l'importanza dei centri per l'ascolto. Ci dicono che non avremo un futuro, o

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Prospettive? I ragazzi ne hanno sempre meno. Il futuro fa paura e cresce l’importanza dei centri per l’ascolto.

Ci dicono che non avremo un futuro, o che perlomeno non sarà facile. Dicono che dobbiamo essere i migliori, altrimenti non avremo prospettive. Ci dicono che dobbiamo fare tutto in tempo, tutto in regola, altrimenti non saremo competitivi sul mercato del lavoro. Tutto questo fa bene ai ragazzi? Penso di no.

La nostra generazione, quella che ha appena iniziato l’università e che si sta scontrando a muso duro con il mondo reale vive nell’ansia. Fa fatica a pensare al futuro e sempre più spessa ha bisogno di una mano, anche solo per capire che l’importante è sfruttare le proprie capacità.

L’importanza dei centri d’ascolto, quelli di scuole e università o anche quelli sparsi sul territorio diventa fondamentale. Perché tutti dobbiamo (parlo in prima persona perché sono completamente immersa anche io in questa storia) fare chiarezza. Sul futuro e su quello che vogliamo veramente.

Stando ad alcuni dati, e parliamo di una piccola porzione di ragazzi, quelli che vivono nel biellese, sono sempre di più i ragazzi che si rivolgono ad un centro per l’ascolto. Sono ragazzi tra i 16 e i 21 anni, e sono circa un centinaio in una provincia di medie dimensioni. La maggior parte sono ragazze, che cercano il contatto con degli esperti per risolvere le proprie domande, i propri dubbi sul futuro.

Sono tanti, i dubbi. Anche un minimo problema a scuola può portare all’insicurezza totale, visto il confronto costante con i suoi compagni. Non solo tra i banchi, il problema si pone anche sui social, dove il confronto è sempre presente, quasi 24/7. Mettere i propri voti nelle stories, sentire la competizione costante può provocare nei ragazzi un senso di inferiorità che è difficile da togliere. Per questo i ragazzi sentono il bisogno di una mano.

E chiedere aiuto non ha nulla di male, anzi. Potrebbe farvi rendere conto che il problema può risolversi, e anche facilmente.

#FacceCaso

Di Benedetta Erasmo

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