Tempo di lettura: 2 Minuti

Siamo o no la generazione Erasmus?

Siamo o no la generazione Erasmus?

Generazione Erasmus. Possiamo chiamarci così oppure no? Ci chiamano la generazione Erasmus, ma quanto lo siamo davvero? Secondo me non così tanto. Do

Napoli: una chiesa ed un saccone per togliere i ragazzi dalla strada
L’Università di Parma studia le aflotossine
iPod Shuffle e Nano: addio

Generazione Erasmus. Possiamo chiamarci così oppure no?

Ci chiamano la generazione Erasmus, ma quanto lo siamo davvero? Secondo me non così tanto. Dovremmo essere quelli che partono tranquillamente, che hanno tutte le possibilità per farlo e che soprattutto vengono presi.

Mi sono resa conto ieri, quando sono uscite le graduatorie e ho scoperto di non essere stata presa, di quanto la mia vita sia girata intorno all’Erasmus quasi senza motivo. Poi stamattina, quando mi hanno chiamata per dirmi che ero stata ripescata mi sono accorta che molte persone, invece, devono rinunciare.

Primo motivo su tutti, i soldi. Perché sicuramente c’è una borsa di studio per partecipare ma dall’altro lato è troppo bassa. Va bene per la Spagna, forse. Per il Portogallo, forse. Non va bene né per la Germania né per i più desiderati paesi scandinavi, dove con quella borsa di studio ci paghi un mese di affitto e di spese, se va bene. L’Erasmus è ancora un’esperienza per chi se la può permettere, per chi può decidere di pagare due case, perché “poi una casa decente a Roma quando la ritrovo”. Secondo una statistica della Commissione Europea (che trovate qui), le finanze sono il motivo di non-partenza nel sud e nell’Est Europa, praticamente da noi e nei Balcani.

Altro motivo, il “non essere presi”. Vedere i propri amici partire e non ricevere quella fatidica mail è qualcosa che non auguro a nessuno. Ogni università ha un bando diverso, pubblica o privata che sia, con criteri diversi. Non sappiamo quale sia il migliore o quale sia il peggiore, ma io con la mia media e il mio livello di lingua posso essere una papabile candidata a Bologna ma l’ultima classificata a Roma. Eh no, questo sicuramente non è giusto.

Sarà sicuramente la migliore esperienza di coloro che l’hanno fatto ed è giusto impegnarsi nel raggiungere questo obiettivo. Ma possiamo davvero essere definiti generazione Erasmus?

#FacceCaso

Di Benedetta Erasmo

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0