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Povertà e disoccupazione giovanile: ecco cosa dicono i dati OCSE

Povertà e disoccupazione giovanile: ecco cosa dicono i dati OCSE

L’ultimo rapporto OCSE sulle disuguaglianze sottolinea la drammaticità della disoccupazione giovanile in Italia. In occasione del G20 a Buenos Aires,

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L’ultimo rapporto OCSE sulle disuguaglianze sottolinea la drammaticità della disoccupazione giovanile in Italia.

In occasione del G20 a Buenos Aires, l’OCSE ha stilato un rapporto sulle disuguaglianze che mette in luce la drammatica situazione della disoccupazione giovanile e la conseguente condizione di povertà dei giovani italiani.

Per far fronte a questo tipo di problematiche l’Organizzazione ha indicato cinque raccomandazioni per il nuovo governo che guiderà il nostro Paese.

Vediamo di che si tratta.

N° 1: Miglioramento dell’efficienza della pubblica amministrazione

È necessario migliorare le competenze dei funzionari nelle pubbliche amministrazioni attraverso l’implementazione del sistema delle risorse umane.

N° 2: Investimenti di qualità

Come ben sappiamo, un altro grande problema italiano è quello della corruzione. Per questo l’OCSE invita caldamente l’Italia a lavorare su questo punto. Per far fronte al “tallone d’Achille” l’Italia viene sollecitata nel migliorare la selezione dei progetti infrastrutturali.

N° 3: Miglioramento delle politiche attive del mercato del lavoro

Nonostante vi siano stati dei miglioramenti nella crescita economica italiana negli ultimi anni, l’OCSE ci rimprovera perché la fetta della società più svantaggiata rimangono i giovani. Il problema della povertà e della disoccupazione giovanile continuano a persistere. Ecco dunque che l’OCSE incoraggia il nuovo governo ad attivare misure per l’aumento dei posti di lavoro per i giovani.

N° 4: Incoraggiare università e scuole nel preparare gli studenti al mercato del lavoro

La quarta raccomandazione si lega alla precedente e alla situazione dei giovani italiani. Sarà importante, dunque, durante la nuova legislazione puntare sull’istruzione per una preparazione efficace e adeguata degli studenti al mondo del lavoro. Il tutto è finalizzato ad arginare la povertà e la disoccupazione giovanile.
Tra l’altro, l’Organizzazione suggerisce alla classe politica italiana di favorire la mobilità del lavoro e di rendere più flessibile la fissazione dei salari a livello aziendale.

N° 5: Migliorare l’efficienza della struttura fiscale

Ultima, ma non meno importante, raccomandazione riguarda l’evasione fiscale e il rafforzamento della rete di sicurezza sociale. Per la ripresa italiana sarà fondamentale fare leva sui programmi anti povertà. Il riferimento più evidente va sempre alla situazione giovanile.

L’Italia riuscirà a diventare un Paese un po’ meno “per vecchi“?

#FacceCaso

Di Chiara Zane

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