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Link Campus, l’università dei ministri a cinque stelle

Link Campus, l’università dei ministri a cinque stelle

L'ateneo, simbolo del nuovo M5S, ha fornito ai grillini tre aspiranti ministri. Il Movimento Cinque Stelle è il vincitore indiscusso delle elezioni p

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L’ateneo, simbolo del nuovo M5S, ha fornito ai grillini tre aspiranti ministri.

Il Movimento Cinque Stelle è il vincitore indiscusso delle elezioni politiche. Nè di destra nè di sinistra, come si definisce, punta a un radicale rinnovamento della politica italiana. Intanto, ha conquistato la palma d’oro di primo partito al voto del 4 marzo e pochi giorni fa Roberto Fico, pentastellato della prima ora, è stato eletto presidente della Camera dei deputati.

Adesso, in vista di un possibile accordo con la lega, tutti si chiedono quale sarà l’anima di un governo, per adesso solo virtuale, targato cinque stelle. Forse la risposta a questa domanda si trova in un Casale nel cuore di Roma, sede della Link Campus university.

Tre dei possibili ministri di un esecutivo grillino provengono proprio da questa università privata, fondata dal sette volte ministro della democrazia cristiana Vincenzo Scotti.

E i nomi in questione sono di peso, dal momento che dovrebbero occupare posti chiave della futura squadra di governo.

Si tratta di Paola Giannatekis al ministero dell’interno, Emanuela del Re agli Esteri, Elisabetta Trenta alla difesa.

Tutte e tre le ministre sono “creature” proprio di Scotti, che è riuscito a dare al suo ateneo una visione internazionale, filoamericana, attenta alla tematiche legate a intelligence e sicurezza interna. Insomma, la Link Campus university rischia di essere l’emblema della svolta moderata impressa da Luigi Di Mario.

Un movimento, a cui il giovane leader vuole dare un profilo più europeista e più rassicurante. Un passaggio che ha agevolato l’avvicinamento di personaggi come la Trenta:

“La politica mi è sempre piaciuta e l’ho anche fatta. Ma con la mia storia, in un movimento no nato, e no euro non ci sarei potuta stare”

chiarisce lei, che milita nel movimento fino dalle origini. E ad avvicinare il partito fondato da Grillo alla Democrazia Cristiana ci pensa Scotto, il quale però puntualizza:

“Il voto democristiano derivava da un mondo antropologicamente diverso rispetto a quello del Movimento. E poi i cinque sono ancora una forza anti sistema”.

A questo punto sorge spontanea una domanda: per quanto tempo ancora?

#FacceCaso

Di Luca Pennacchia

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