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Ranking università, maneggiare con cura

Ranking università, maneggiare con cura

I ranking mondiali delle università sono tuttora gli strumenti più utilizzati dagli studenti per la scelta dell'ateneo giusto. Ma non sempre ci si può

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I ranking mondiali delle università sono tuttora gli strumenti più utilizzati dagli studenti per la scelta dell’ateneo giusto. Ma non sempre ci si può fidare.

Con la sconfitta contro l’Argentina ed il pareggio a Wembley contro l’Inghilterra l’Italia è scesa al 20° posto nel ranking FIFA, sotto a nazioni calcisticamente più scarse come la Tunisia. Nonostante ciò ci sono ranking che attualmente preoccupano molto di più, specialmente noi studenti.

Stiamo parlando di quelli delle università, pubblicati annualmente da celebri riviste come la Times Higher Education (THE), da a aziende specializzate come la Quacquarelli Symonds (QS) o dagli stessi atenei come nel caso della Academic Ranking of Word University (ARWU).

Queste particolari classifiche costituiscono ancora oggi uno degli strumenti più utilizzati dagli studenti e dai rispettivi genitori per orientarsi nella scelta dell’università alla quale iscriversi. Per questo motivo gli atenei di tutto il mondo ci tengono a far apparire il proprio nome nelle prime posizioni e spesso utilizzano anche dei “trucchetti” per raggiungere il loro scopo.

In altre parole vi invitiamo a non basarvi esclusivamente sui ranking perché in alcuni casi potrebbero rivelarsi poco veritieri a causa dei metodi approssimativi con cui vengono spesso compilati. Per farvi capire meglio a cosa ci riferiamo ecco a voi un paio di esempi:

  • La semisconosciuta Vel Tech University di Chennai (India) ha di recente scalato le posizioni della classifica del THE. Ma attenzione, il successo di quest’ateneo è dovuto ad un solo ricercatore che ha pubblicato i suoi studi su una rivista di cui lui stesso è vicedirettore.
  • La QS ritiene che La Sapienza sia la miglior università del mondo per quanto riguarda le Facoltà di “Scienze dell’Antichità”. L’azienda britannica, però, ha peccato di superficialità dimenticando di verificare l’influenza delle pubblicazioni. Una conseguenza inevitabile quando si utilizza la fama degli atenei come indice della loro qualità.

Questi sono solamente due dei numerosissimi casi in cui le classifiche non rispecchiano la realtà dei fatti ma potremmo andare avanti all’infinito. Naturalmente non vogliamo assolutamente dire che i ranking degli atenei vengano fatti a caso ma, per usare un espressione calcistica, a volte la classifica è bugiarda e in questo caso di bugie ne racconta parecchie per cui FacceCaso.

#FacceCaso

Di Gabriele Scaglione

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