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SOS professori: “Salvateci dai bulli”

SOS professori: “Salvateci dai bulli”

Lettera di 53.000 insegnanti a Mattarella: "Pene più dure per tutelarci." Talvolta alcuni docenti - anche se il più delle volte con ironia - rimpiang

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Lettera di 53.000 insegnanti a Mattarella: “Pene più dure per tutelarci.”

Talvolta alcuni docenti – anche se il più delle volte con ironia – rimpiangono i tempi in cui si usava bacchettare gli alunni o metterli all’angolo, nel caso in cui infastidissero la lezione. Ora, ringraziando il cielo, i tempi sono cambiati, siamo in pieno SOS e quasi quasi rischia di passare a parti invertite.

Sono recenti, infatti, i casi di aggressioni ad insegnanti, provenienti sia da studenti ma anche dai loro genitori: ad Alessandria una professoressa minuta, fragile e con difficoltà motorie, è stata legata alla sedia e presa a calci da alunni di un primo istituto superiore, mentre gli altri giravano un video prima messo sui social poi cancellato. La punizione? 1 mese di punizione con l’obbligo di frequenza e la pulizia dei cestini delle aule durante l’intervallo. Aggiungo io, praticamente un solletico. Niente che possa intaccare il modo di pensare di un ragazzo così aggressivo.

Un professore che ha subito una violenza simile, senza veder puniti adeguatamente gli aggressori, dovrebbe ancora riporre fiducia nel mondo della scuola italiana?
Altri casi di violenza, invece, si sono verificati a Palermo: un docente ipovedente è finito in ospedale per le percosse ricevute dal genitore di un’alunna, che gli aveva raccontato di essere stata picchiata proprio dal suo insegnante.

Una maestra elementare invece è stata colpita con un pugno dal padre di un suo allievo (tra l’altro bidello dello stesso istituto), infastidito dai rimproveri dell’insegnante per le troppe assenze del figlio. Il tutto, senza contare i casi “più celebri” finiti anche sui telegiornali. Per questo il corpo docente non ci sta, e cerca ogni soluzione per fare scudo, tutelarsi, da altri possibili attacchi. Sul sito Chance.org, infatti, è comparsa una petizione per chiedere al presidente Mattarella una legge che inasprisca le  punizioni degli aggressori.

In situazioni come queste, c’è bisogno di rafforzare la figura dell’insegnante, in modo tale che nessuno studente ne possa approfittare. Perché la violenza non potrà mai prendere il posto dell’educazione; specialmente a scuola.

#FacceCaso.

Di Emanuele Caviglia 

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