Tempo di lettura: 1 Minuti

Leggere Harry Potter da bambini per diventare adulti migliori

Leggere Harry Potter da bambini per diventare adulti migliori

In quanti sono cresciuti nel mito di Harry Potter leggendone tutti i libri? Probabilmente la maggior parte di voi: dovete ritenervi fortunati. Uno st

Boom di privatisti alla maturità 2019
Copiare a scuola: per gli italiani nulla di troppo grave, ce lo conferma l’Istat
Manfredi e le belle promesse in una videointervista alle Iene

In quanti sono cresciuti nel mito di Harry Potter leggendone tutti i libri? Probabilmente la maggior parte di voi: dovete ritenervi fortunati.

Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori italiani, pubblicato sul Journal of Applied Social Psychology è giunto alla conclusione che i bambini che leggono la famosa saga di Harry Potter diventano adulti migliori.

I bambini che hanno letto i libri di Harry Potter diventerebbero adulti migliori perché l’identificazione con il celebre maghetto, diverso dai suoi compagni e da molti marginalizzato, li renderebbe più aperti nell’accettazione delle diversità altrui.

Come sono giunti i ricercatori ad una simile conclusione?

Il pool di ricercatori ha lavorato su tre gruppi di persone, divise per fasce di età.

Per prima cosa sono stati analizzati 34 studenti italiani di quinta elementare. A questi sono stati posti dei quesiti per verificare quale fosse il loro atteggiamento nei confronti degli immigrati. I ricercatori hanno constatato che coloro che avevano letto specifici passi di Harry Potter risultavano maggiormente aperti nei confronti degli immigrati.

Il secondo gruppo analizzato era costituito da ben 117 studenti dei licei italiani. A questi sono stati rivolti quesiti inerenti all’omosessualità. Dai risultati è derivato che chi di loro aveva letto Harry Potter esprimeva una maggiore apertura verso gli omosessuali.

Gli unici ad aver letto Harry Potter senza fare trasparire alcuna differenza rispetto ai coetanei che non lo avevano letto, sono stati, invece, gli studenti universitari. Sono, infatti, stati presi come riferimento 71 ragazzi inglesi, iscritti all’università, tra i 20 e i 22 anni. Secondo lo studio condotto su questi campioni, i lettori di Harry Potter di quell’età non mostrano differenze rispetto ai coetanei con riferimento ai rifugiati. A dettare un risultato diverso rispetto alle altre fasce di età, è probabilmente il fatto che i ragazzi più adulti non riescono facilmente ad immedesimarsi con il personaggio di Harry Potter. L’immedesimazione è, infatti, fattore che è considerato fondamentale dai ricercatori per fare sì che i lettori diventino poi adulti migliori.

I risultati dello studio sono comunque sorprendenti e vanno al di là di ogni pacifico riconoscimento all’opera di J.K.  Rowling.
Una domanda sorge a questo punto spontanea. Che la lettura di Harry Potter, oltre ad attirare chiunque per la storia stessa, possa ora diventare un caposaldo per lo sviluppo dei più giovani? Azzardare in questo caso potrebbe non essere sbagliato.

#FacceCaso

Di Lorenzo Maria Lucarelli

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0