L’arringa de “Le Iene” per la scuola di Alicudi

L’arringa de “Le Iene” per la scuola di Alicudi

La troupe televisiva scrive al governo per garantire stabilità nella scuola dell'isola siciliana. Alicudi torna al centro degli interessi, ecco tutti

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La troupe televisiva scrive al governo per garantire stabilità nella scuola dell’isola siciliana. Alicudi torna al centro degli interessi, ecco tutti i dettagli

Magica, fiabesca, ammaliante. La scuola di Alicudi potrebbe essere quella di un libro fantasy per bambini, capace di mozzare il fiato al solo guardarla per la natura che la circonda e le sue bellezze.

Per ulteriori informazioni sulla cornice di questo meraviglioso angolo d’Italia, consultate l’articolo di FacceCaso a riguardo. Già, perché purtroppo la scuola dell’isola siciliana non è solo questo; le sue peculiarità infatti coincidono anche con le sfortune che gravano sulla povera Alicudi.
I soli 3 studenti, l’elevata distanza dalla terraferma, e l’eccessivo costo dei trasporti via mare, fanno si che la maggior parte degli insegnanti non faccia la fila per trasferirsi lì, per usare un eufemismo.

Nonostante ciò, però, c’è chi sarebbe disposto a compiere questo sacrificio per consentire ai soli 3 alunni di Alicudi le stesse possibilità dei loro coetanei. Sono tutti insegnanti eoliani, dunque si annullerebbe anche il problema della lontananza dalla loro città d’origine. Ed è proprio qui che c’è il più grande paradosso.
Ma allora, perché tutta questa difficoltà a reclutare docenti? Per questo motivo, la troupe televisiva de “Le Iene” ha inviato una lettera al governo italiano per risolvere la spiacevole situazione tramite la realizzazione di 5 punti.

Ecco riportata la lettera: caro governo, cari futuri ministri della Repubblica.

La nostra proposta è semplicissima e ha due obiettivi: tutelare il prezioso lavoro dei maestri e garantire ai bambini il diritto ad una qualità dell’istruzione vera e propria.
Scegliere di andare ad insegnare in una micro-scuola, che sia montagna o isola, dev’essere visto come una vera e propria missione educativa. Per questo è importante dare più garanzie, che riassumiamo in 5 punti.

PRIMO PUNTO

  • – Requisiti specifici per chi intenda insegnare nelle scuole delle Piccole isole e dei comuni di montagna (Competenze pluridisciplinari, linguistiche e pisicologiche).
  • – Criteri speciali per la chiamata diretta per tutti gli insegnanti di ruolo o supplenti che, in possesso di detti requisiti, accettino la destinazione nelle scuole più estreme e si impegnino a restarci per almeno tre anni scolastici.

SECONDO PUNTO

  • – Precedenza assoluta a chi dichiara la disponibilità ad iscrivere in quel piccolo istituto i propri figli che si trovino nell’età dell’obbligo scolastico.

TERZO PUNTO

  • – Valutazione doppia del servizio prestato.
  • – ai fini economici ( progressione della carriera) – ai fini pensionistici (1 anno vale 2) – ai fini della mobilità sul territorio nazionale ( per Legge e non, come avviene oggi attraverso il Contratto Nazionale).

QUARTO PUNTO

  • Maggiori benefit per gli insegnanti che, lavorando per esempio ad Alicudi, si troverebbero, a conti fatti, ad utilizzare quasi tutto il loro stipendio tra spese di viaggio e di affitto: prevedere quindi la “casa del maestro” e della sua famiglia.

QUINTO PUNTO

  • Prevedere, almeno una volta al mese, scambi tra i bambini delle piccole isole e gli scolari delle zone vicine (e perché no anche lontane) per favorire lavori di gruppo e la indispensabile socializzazione.

FIRMA Francesca, Sandro, Sabrina, Alessandra, Emilia e tutti i bambini delle scuole d’Italia.

Se il governo italiano tiene davvero all’istruzione, senza distinzioni classiste, prenderà in considerazione l’appello de “Le Iene” . Perché, il sapere, è uguale per tutti.

#FacceCaso

Di Emanuele Caviglia

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